Continua a seguire NOI CASERTA anche sui Social Network

OMICIDIO VASSALLO | Una lettera di un collega 'pentito' tira in ballo 2 carabinieri casertani

21 / 11 / 2019

|

Redazione

Stampa l'articolo


Invia l'articolo


Sindaco ucciso, una lettera anonima a 'Le Iene' tira in ballo i 2 carabinieri casertani

a trasmissione di Italia1 ‘Le Iene’ torna ad occuparsi del caso dell’omicidio del sindaco di Pollica Angelo Vassallo con una lettera anonima in cui vengono tirati nuovamente in ballo due carabinieri casertani: Fabio Cagnazzo di Aversa e Lazzaro Cioffi di Casagiove.

Secondo la missiva, il cui contenuto è stato rivelato da Giulio Golia nel corso della puntata di martedì sera, Cagnazzo (che ha lavorato con Cioffi quando era alla guida della compagnia di Castello di Cisterna) avrebbe coperto il suo sottoposto in più occasioni (già nel 2005), prima dell’arresto di quest’ultimo per le soffiate al clan Fucito.

Secondo l'autore della lettera, che si definisce carabiniere ma che non rivela la sua identità, proprio nell’estate in cui venne ucciso il sindaco Vassallo (nel 2010), Cioffi (che ad oggi è l'unico indagato per la morte del sindaco) sarebbe stato presente ad Acciaroli e venne trovato all’interno di un camper con persone “non identificate”.

Anche in quell’occasione, si spiega nella lettera, Cagnazzo avrebbe garantito per lui coi carabinieri della stazione che lo avevano fermato. Circostanze però smentite dallo stesso Cagnazzo intervistato da ‘Le Iene’. Per la 'gola profonda', però, questa sarebbe la pista da seguire per arrivare a conoscere i killer del sindaco.

Il primo servizio

A nove anni dal delitto che sconvolse la Campania restano tanti misteri irrisolti, nessun colpevole  e un solo nome iscritto nel registro degli indagati per l’omicidio del sindaco di Pollica Angelo Vassallo. Il nome di Lazzaro Cioffi, l’ex brigadiere originario di Casagiove e in servizio per 17 anni a Castello di Cisterna, è rimbalzato anche nel primo servizio realizzato da Giulio Golia e trasmesso da “Le Iene” sul misterioso assassinio del sindaco pescatore.

Un lavoro certosino nel quale Golia ha sentito tutti: la moglie di Vassallo, i figli, i fratelli, gli amici, ma anche Fabio Cagnazzo, colonnello dei carabinieri ora al comando provinciale di Frosinone e che si attivò nelle indagini benchè fosse solo in vacanza ad Acciaroli. Cagnazzo, estraneo all’inchiesta, ha lavorato per anni proprio con Cioffi, l’unico indagato. “Gli ho voluto bene tantissimo, ma è un coglione. Ha sbagliato pagherà” ha confessato a Golia. “Cioffi non è stato lui, era troppo ignorante. Da solo non si comprava neanche le sigarette”. All’ex brigadiere non venne fatta però la prova dello stub, cosa che avvenne invece col “brasiliano”, la prima pista seguita dalla Procura di Vallo della Lucania e poi risultato del tutto estraneo.

I misteri però sono tanti a partire dalla telefonata fatta da Angelo Vassallo al procuratore prima del delitto. “Senti, io devo parlare con te urgentemente” disse Vassallo e il procuratore gli rispose che si sarebbero visti il giorno dopo e che si sarebbero incontrati la mattina dopo
“La serata stessa Angelo venne ucciso” dichiara il fratello. Nove colpi di pistola da distanza ravvicinata.

Ma i misteri sono tanti, le voci pure troppe: dalle relazioni amorose al fantomatico container della droga fino alla chiassosa cena fatta nel locale del fratello dai carabinieri proprio poche ore prima del delitto.

La vicenda

Sono trascorsi nove anni da quando, il 5 settembre del 2010, veniva assassinato Angelo Vassallo, il sindaco cilentano di Pollica. Il corpo di Vassallo, crivellato da sette dei nove colpi esplosi da una pistola calibro 9, venne ritrovato nella sua auto a pochi metri dalla propria abitazione. Una vera e propria esecuzione in perfetto stile camorristico i cui mandanti ed esecutori materiali non hanno ancora un nome. Da allora, sono state numerose le piste percorse dagli inquirenti per venire a capo della verità: dagli interessi legati alla speculazione edilizia nel territorio, verso i quali il “sindaco pescatore” si era sempre opposto, fino allo spaccio di droga, contro il quale Angelo Vassallo aveva avviato una vera e propria guerra personale.

Finito nel mirino degli inquirenti Bruno Humberto Damiani, un italo brasiliano legato agli ambienti della droga. La pista è stata accantonata e nel 2018, ci si è focalizzati su un’altra ipotesi. Al centro delle indagini della Dda, l’ex carabiniere di Castello di Cisterna, , Lazzaro Cioffi, finito in carcere perché accusato di collusioni col gruppo Ciccarelli-Fucito di Caivano e che, secondo gli inquirenti, potrebbe essere coinvolto nell’assassinio del sindaco cilentano. Cioffi però si è sempre trincerato nel silenzio su questa vicenda. L’indagine è ancora aperta.

GUARDA IL SERVIZIO COMPLETO 



 

omicio vassallo lazzaro cioffi fabio cagnazzo
© Riproduzione Riservata

POTREBBE INTERESSARTI

clicca qui per ridurre


ARTICOLI CORRELATI

Seguici


Per offrirti il miglior servizio possibile il giornale utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l’uso dei cookies.