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Il Comune fa annullare il piano aziendale dell'ospedale di Caserta. Ecco la sentenza integrale dei giudici

26 / 03 / 2017

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Redazione

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Il Comune di Caserta presenta ricorso contro l’atto aziendale dell’ospedale di Caserta e lo fa annullare. Così ha deciso il Tar Campania relativamente al ricorso presentato dall’amministrazione comunale guidata da Carlo Marino sulle disposizione dei commissari prefettizi ufficializzate prima di lasciare il Capoluogo. Il Comune di Caserta aveva impugnato la deliberazione della Commissione Straordinaria dell’Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta percè nel procedimento di approvazione dell’atto aziendale non vi è stata la consultazione del comitato di rappresentanza dei Sindaci dell’ambito territoriale di riferimento. Ipotesi accolta dai giudici, come emerge dalla sentenza le cui motivazioni pubblichiamo integralmente di seguito.

LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA DEL TAR CAMPANIA. Vi è da premettere che, con decreti del Commissario ad acta per la prosecuzione del Piano di Rientro del Settore Sanitario nella Regione Campania n. 135/2012 e n. 18/2013, venivano approvati l’atto di indirizzo e le successive integrazioni per l’adozione dell’atto aziendale delle Aziende Sanitarie della Regione Campania al fine di garantire che le stesse adottino un modello di organizzazione coerente con i principi fondanti del Servizio Sanitario Regionale e nel rispetto degli obiettivi economici previsti dal Piano di Rientro.

Tali provvedimenti commissariali fornivano dunque le indicazioni per la redazione dell’atto aziendale da adottarsi a cura delle AA.SS.LL. ai sensi dell’art. 3, comma 1 bis, del D.Lgs. n. 502/1992, costituendo quest’ultimo lo strumento giuridico mediante il quale le aziende sanitarie determinano la propria organizzazione ed il proprio funzionamento delineando gli ambiti della propria autonomia gestionale ed organizzativa nel rispetto dei principi e dei criteri forniti dalla Regione ai sensi dell’art. 2, comma 2 sexies lett. b) del D.Lgs. n. 502/1992. Con tale atto, le Aziende Sanitarie adottano un documento rappresentativo delle caratteristiche strutturali, come la sede legale, il logo aziendale, la missione aziendale, i dati demografici ed epidemiologici che caratterizzano la popolazione, la mappa geografica e/o topografica che descrive l’ambito territoriale dell’Azienda, i dipartimenti, le unità operative complesse, semplici dipartimentali e semplici, le posizioni organizzative, le attribuzioni dei dirigenti, le modalità di informazione dei servizi sanitari, di tutela dei diritti degli utenti, i rapporti con enti locali.

Tra i destinatari del predetto atto di indirizzo figura, per quanto rileva nel presente giudizio, l’Azienda Ospedaliera “Sant’Anna e San Sebastiano” (punto 4 del DCA n. 18/2013).

Ebbene, venendo al punto di diritto risolutivo del giudizio ai sensi dell’art. 74 c.p.a., l’atto aziendale in questione è stato reso in mancanza del parere del Sindaco del Comune di Caserta, in qualità di rappresentante della comunità locale e di componente del comitato dei sindaci dell’ambito territoriale di riferimento, in violazione:

- del punto 11.1 del predetto DCA n. 18/2013 secondo cui “L’atto aziendale è adottato dal Direttore generale con proprio provvedimento, previo parere del Collegio di Direzione nella sua attuale composizione, informati preventivamente e sentiti il Comitato di rappresentanza dei sindaci…”;

- dell’art. 20 della L. Reg. n. 32/1994 a tenore del quale “Gli organi rappresentativi dei comuni esprimono, nell’ambito territoriale di ciascuna Azienda Sanitaria Locale, i bisogni socio - sanitari delle rispettive comunità locali. Nelle Aziende Sanitarie Locali il cui ambito territoriale coincide con quello del comune spetta al sindaco o a un suo delegato la rappresentanza del comune per le seguenti funzioni: […] d) contribuire alla definizione dei piani attuativi programmatici dell’Azienda Sanitaria Locale trasmettendo al direttore generale ed alla Giunta Regionale valutazioni e proposte. Nelle Aziende Sanitarie Locali il cui ambito territoriale non coincide con il territorio del comune, le funzioni del sindaco di cui al precedente comma 2 sono svolte dalla conferenza dei sindaci dei comuni ricompresi nell’ambito territoriale di ciascuna Azienda sanitaria locale, costituita nel suo seno da cinque componenti, nominati dalla stessa conferenza”;

- dell’art. 21 della citata legge regionale che prevede “1. Il direttore generale di ciascuna azienda sanitaria locale orienta la propria attività programmatica sulle linee di indirizzo fornite dal sindaco o dal comitato di rappresentanza. 2. Copia degli atti adottati dal direttore generale in materia di programmazione, bilancio pluriennale di previsione, bilancio di esercizio, sono trasmessi al sindaco o al comitato di rappresentanza per il relativo esame nonché, per le relative osservazioni e proposte. 3. Al fine di consentire l'esercizio della funzione di verifica dell'andamento generale dell'azienda sanitaria locale il direttore generale provvede a redigere relazioni annuali da inviarsi al sindaco o al comitato di rappresentanza”.

Dall’esame delle disposizioni contenute nel DCA n. 18/2013 e nella legge regionale citata, emerge quindi il ruolo non marginale affidato al Sindaco (nel caso di Aziende Sanitarie Locali il cui ambito territoriale coincide con quello del Comune), o alla conferenza dei Sindaci dell’ambito territoriale di riferimento (qualora quest’ultimo non coincida con il territorio del Comune) ai quali è demandato il ruolo di portavoce delle esigenze delle comunità locale.

L’omessa acquisizione di detto parere si traduce, pertanto, in un vizio di legittimità dell’atto aziendale e, di riflesso, della delibera commissariale di approvazione.

In conclusione, il ricorso deve essere pertanto accolto con conseguente annullamento dei provvedimenti impugnati.

La novità delle questioni affrontate e la definizione del giudizio nella fase cautelare giustificano l’integrale compensazione delle spese processuali tra le parti costituite.

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