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Ospedale di Caserta, stop alle esternalizzazioni: 77 dipendenti in più e 'risparmio monstre'

16 / 10 / 2015

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Giuseppe Perrotta

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I commissari prefettizi che sono alla guida dell'azienda ospedaliera di Caserta mettono finalmente le mani nelle enormi spese della struttura sanitaria e riescono a mettere in piedi un progetto che permetterà, conti alla mano, di risparmiare in un anno quasi un milione di euro. Il lavoro portato avanti nelle ultime settimane dal direttore amministrativo Alberto Di Stasio e da quello sanitario Alfonso Giordano ha infatti permesso di arrivare alla ufficializzazione della delibera numero 324 del 14 ottobre firmata dai commissari prefettizi Guercio, Ametta e Pace relativamente alla internalizzazione di diversi servizi che, invece, oggi sono appaltati a società esterne. In particolare si andranno a toccare i contratti in scadenza per la somministrazione di lavoro a tempo determinato gestito dalla Tempor per un costo di 4 mililioni e 770mila euro l'anno; il supporto ai processi operativi interni gestito dalla Gesap al costo di 1,8 milioni l'anno; la gestione della sala mortuaria e dell'obitorio gestito dalla Sds per 104mila euro l'anno; la gestione della centrale di sterilizzazione gestito dall'ati Svas-America Laundry-Bioster per un costo di 512mila euro; ed infine la gestione operativa del personale affidata alla Rti Ised Spa-Italsime srl-Insiel Mercato Spa che costa alle casse dell'azienda quasi 290mila euro.

Studiando questi contratti in scadenza Di Stasio e Giordano hanno 'scoperto' che per l'ospedale di Caserta è possibile prevedere un piano di 'reinternalizzazione' dei servizi attraverso la somministrazione di lavoro a tempo determinato con un bando ad hoc che permetterà all'azienda, addirittura, di assumere 77 persone in più rispetto alle 139 oggi in forza alla Tempor, grazie al 'non utilizzo' dello straordinario. Andando a parametrare i costi, infatti, i direttori sanitari ed amministrativo hanno 'scoperto' che a fronte di una spesa, oggi, per l'ospedale di circa 7,5 milioni di euro, con l'appalto unico per l'acquisizione del personale ci sarebbe già un risparmio di 305mila euro e che senza effettuare gli straordinari e assumendo altre 77 unità ci sarebbe un ulteriore risparmio di 600mila euro circa. Se la matematica non è un'opinione, dunque, l'ospedale riuscirebbe a risparmiare circa 950mila euro in un anno con questa operazione. Mica bruscolini, soprattutto in un periodo di vacche magre come quello attuale e soprattutto in un settore molto delicato come quello della sanità.

Per questo motivo i commissari prefettizi hanno dato il via libera al provvedimento (che riguarderà gli operatori socio sanitari), ottenendo anche il plauso da parte di tutto il gruppo sindacale della Cisl Caserta. In una nota, infatti, il segretario generale Giovanni Letizia, il segretario provinciale Fp Nicola Cristiani, il coordinatore territoriale Felsa Angelo Iodice ed il segretario generale Fisascat Gennaro Di Micco hanno espresso la loro soddisfazione per "il provvedimento della Commissione Straordinaria dell'Azienda Ospedaliera che finalmente mette al centro un provvedimento eccezionale, che vede da un lato un grande risparmio di spesa, dall'altro, il rilancio delle attività e del miglioramento e del potenziamento dei servizi erogati dall'Azienda ospedaliera". "Si tratta – spiega Nicola Cristiani, Segretario Generale Cisl Fp -  di un provvedimento (forse la prima azienda sanitaria in tutta italia) che per la prima volta, non effettua  solo tagli alla spesa ma che invece addirittura salvaguardia i livelli occupazionali. In effetti l'operazione mira ad un'unica gara di appalto che vede coinvolti 139 dipendenti:  infermieri, tecnici di laboratorio, oss., osa., operai, amministrativi, passare da Società in Appalto di Servizio ad  Agenzie di Lavoro Interinale.  Ciò tradotto significa l'eliminazione di svariati contratti di lavoro applicati ai lavoratori spesso sottopagati di fronte ad altri lavoratori del pubblico, anche se con lo stesso obiettivo di assistenza ospedaliera". "In questo caso – precisa Giovanni Letizia, Segretario Generale Cisl Ust -  parliamo di tagli agli sprechi e contratti di lavoro di sanità  pubblica senza alcuna differenza tra lavoratori pubblici e privati. Niente contratti sottopagati e più coesione ed efficienza al servizio". 

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