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La Dda indaga sugli appalti ed i pazienti dell'ospedale di Caserta restano senz'acqua

01 / 03 / 2016

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Giuseppe Perrotta

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Un appalto che finisce nel mirino della Dda in un'indagine per camorra ed a pagarne le conseguenze sono sempre i più deboli. E' quello che si sta verificando all'azienda sanitaria Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta, attualmente gestito da una triade commissariale disposta dal Ministero dopo lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche. Dove, da diversi mesi, nelle ore notturne e nei giorni vestiti trovare un po' di acqua potabile è davvero un'impresa. Tutta 'colpa' (si fa per dire) dell'indagine per camorra portata avanti dalla Dda che ha coinvolto la ditta individuale Mario Palombi (oggi sotto processo) e la Ivs Italia Spa di Bergamo, accusati di aver avuto affidamenti dall'azienda guidata dall'ex direttore generale Francesco Bottino per la gestione delle macchinette per il caffè e dei distributori di bevande. Un problema non da poco che si ripercuote soprattutto sui pazienti e sui loro familiari. Perché è vero che nell'ospedale c'è anche un bar, ma è altrettanto vero che lo stesso è chiuso di notte e nei giorni festivi. Quindi se un malato arriva al Pronto soccorso di notte non ha neanche la possibilità di poter bere un po' d'acqua. Senza contare che lo stesso problema viene riscontrato anche dal personale che è costretto a portare con sé da casa una bottiglia d'acqua. Ed è proprio in questo modo, così come ci hanno segnalato alcuni familiari di pazienti, che si è riuscito in alcune occasioni ad aggirare il problema, con l'acqua offerta da infermieri e medici di turno. 

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