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Il Pd tra primarie ed elezioni. Tutti gli scenari a Caserta, Aversa, Santa Maria CV e Capua

06 / 09 / 2015

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Giuseppe Perrotta

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La caduta dell'amministrazione comunale di Aversa con l'obbligo di tornare al voto l'anno prossimo non ha fatto altro che complicare il quadro all'interno del Partito democratico casertano. Dove ora la partita per la scelta dei candidati sindaci si allarga e costringera' a nuove discussioni e valutazioni.

Il nodo principale, naturalmente, resta quello di Caserta. Il Comune Capoluogo deve necessariamente avere un occhio di riguardo, soprattutto per quanto accaduto nelle ultime settimane. Non solo lo scioglimento per le dimissioni dei consiglieri comunali, ma anche l'inchiesta su presunte collusioni camorristiche che hanno visto implicato il sindaco uscente Pio Del Gaudio richiederebbero una risposta 'legalitaria al 100%'. E l'unica opzione possibile sarebbe quella della senatrice-giornalista Rosaria Capacchione. Ma non e' cosi' semplice. Vuoi per le velleita' di altri esponenti del Pd (il consigliere uscente Franco De Michele, l'ex candidato sindaco Carlo Marino e la prima non eletta alle regionali Lucia Esposito), vuoi per la 'scarsa voglia' della stessa Capacchione di cimentarsi ad una tornata elettorale come le Comunali a Caserta dove c'e' bisogno di voti (e tanti) per evitare brutte figure. Ed il risultato di De Michele alle regionali (con appena mille voti raccolti, meno anche della stessa Esposito) dimostra come la sola battaglia contro la camorra a volte non basta. 

Ad Aversa, invece, e' tornato ad essere protagonista Giuseppe Stabile, che gia' nel 2007 aveva provato a mettersi a capo del centrosinistra alle elezioni amministrative con scarsi successi, anche perche' una buona fetta del partito, dopo la sconfitta di Lello Ferrara alle Primarie, gli remo' contro. Stabile e' stato colui che, volendo o no, ha fatto cadere il sindaco Giuseppe Sagliocco e gia' da qualche mese e' tornato ad orbitare nell'alveo del centrosinistra, appoggiando la candidatura alle regionali di Gennaro Oliviero. E' normale, dunque, che il presidente del consiglio comunale uscente pensi ad una sua candidatura, ma nel Pd non mancano le scelte. In primis quella di Marco Villano, capogruppo uscente, uomo fidato del consigliere regionale  Stefano Graziano, che, politicamente, dovrebbe essere la scelta naturale dei democrat. Che, pero', hanno in casa anche un altro papabile candidato, quel Salvino Cella che e' gia' stato candidato nel 2012 e che alle regionali di maggio, nella lista Campania Libera, ha portato a casa un risultato di tutto rispetto (quasi 4mila voti) che lo tiene naturalmente in corsa.

A Santa Maria Capua Vetere il problema vero si chiama Biagio Di Muro. Il sindaco uscente dovra' chiarire innanzitutto le sue intenzioni. Da tempo si parla di sue possibili dimissioni a seguito delle indagini che lo hanno coinvolto (quella sulle Politiche sociali e lo stralcio dell'operazione Medea) e costringe per il momento il Partito democratico della famiglia Stellato-Sgambato a stare ferma, con un problema non da poco da risolvere. Diventa difficile, infatti, pensare che Giuseppe Stellato possa appoggiare di nuovo la candidatura del sindaco delle associazioni dopo l'accordo al ballottaggio di quattro anni orsono, soprattutto per le grane giudiziarie che, siamo pronti a scommetterci, saranno le vere protagoniste della prossima campagna elettorale. Ancor di piu' se il partito dovesse spaccarsi, coi consiglieri che fanno capo a Gennaro Oliviero pronti a sostenere un altro candidato sindaco.

Tra i Comuni oltre i 15mila abitanti, poi, c'e' anche Capua, dove il Partito democratico (e con esso la coalizione di centrosinistra) va letteralmente costruita per poter presentare una squadra capace di giorcarsi la partita fino in fondo dopo dieci anni di amministrazione di Forza Italia con Carmine Antropoli in una citta' che da tanti anni premia solo il centrodestra. Nel 2011 la coalizione si spacco' presentando due candidati (Antonio Giucchierato e Mario Paternuosto), oggi se si vogliono avere opportunita' di vittoria bisognerebbe evitare queste scelte. Anche perche' bisogna ragionare anche sulle new entry, come il consigliere ex Udc Fabio Buglione che alle regionali si e' candidato in appoggio a Enzo De Luca con la lista Campania in Rete di Enzo D'Anna e che ha gia' annunciato di volersi candidare a sindaco. E poi ci sono anche Luigi Di Monaco, Luca Branco, Pasquale Frattasi e la stessa Loredana Affinito.

Questo e' lo scenario che il segretario provinciale del Partito democratico di Caserta Raffaele Vitale dovra' affrontare con la nuova segreteria che a breve sara' formata. Uno scenario che, come facilmente intuibile, rischia di dilaniare le alleanze e non di costruirle. Sul tavolo c'e' la possibilita', che a questo punto potrebbe prendere sempre piu' piede, di scegliere le primarie per la scelta dei candidati sindaci. In questo modo si potrebbe lavorare, contestualmente, anche alla formazione delle coalizioni sui vari territori, mettendo tutti ai nastri di partenza con le stesse chance. Un'ipotesi, quella delle primarie, chiesta a gran voce da settimane dal neo consigliere regionale Luigi Bosco, leader di Campania Libera, che vuole avere la possibilita' di giocarsi la partita coi propri candidati in tutte le citta' al voto.

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