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Pd, Capacchione ed i suoi contro l'accordo Graziano-Caputo-Stellato. E rimette in bilico l'Asi

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14 / 03 / 2015

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Giuseppe Perrotta

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Si riapre la discussione all’interno del Partito democratico di Caserta dove l’avvicinarsi delle elezioni regionali ha rianimato il dibattito. Ed ora nessuno vuole restare fuori dai giochi. Soprattutto con in bilico le nomine per la segreteria provinciale e la direzione, sulla quale stanno dialogando da tempo Stefano Graziano, gli Stellato e Nicola Caputo. Un accordo che non piace a tanti, in primis al gruppo di Rifare l’Italia, quello che fa capo alla senatrice Rosaria Capacchione, composto, tra l’altro, dai consiglieri comunali di Caserta Franco De Michele, Enrico Tresca e Gianni Comunale.

«Negli ultimi giorni – si legge in una nota del gruppo - si fa un gran parlare di accordi provinciali nel PD casertano, finalizzati a recuperare l’unità perduta. E’ sorprendente che questo appello venga da chi ha sfasciato il Partito (il riferimento è al segretario provinciale Raffaele Vitale, ndr), attraverso operazioni a dir poco discutibili sul piano politico e sicuramente indecenti su quello del semplice buon senso. L’unità del partito alla vigilia delle elezioni regionali è un valore importante, al pari della sua credibilità. Altrettanto, però, l'unità per l’unità non ha senso; ci si unisce intorno ad un discrimine, ed il Partito casertano ha scritto e scelto il suo: la difesa della legalità e della trasparenza, il superamento senza se e senza ma dell’abbraccio affaristico con soggetti che, ovunque collocati, hanno rappresentato la mortificazione degli interessi collettivi. Il discrimine del Partito Democratico casertano è quindi, indiscutibilmente rappresentato dalla mozione ASI proposta dalla senatrice Rosaria Capacchione e approvata a dicembre all’unanimità dall’assemblea provinciale ma incredibilmente non ancora attuata. Chi pensasse che il momento elettorale in qualche misura possa edulcorare questo dato commette un errore clamoroso. Proprio questa contingenza ci impone maggior rigore e più forte chiarezza. Sia ben chiaro a tutti noi che proprio su questi temi e su questa credibilità si fonderà il successo o il fallimento del PD. Su questo saremo valutati e giudicati. Quindi se questo discrimine ritorna per tutti ad essere elemento di unità ben venga e siamo pronti a ripartire insieme.  Per quanto ci riguarda, è un dovere, perché fin troppo tempo si è perso. Altrimenti tutto apparirebbe per quel che si cerca di far essere: banalmente la ricerca di posizionamenti per le prossime candidature. Troppo poco, per un Partito che ambisce a guidare la trasformazione della Regione e pretende di farlo da una provincia difficile è complessa quale la nostra.

Non ci piace poi, ed è il secondo punto di preoccupazione, che questo improvviso afflato all’unità si ricerchi affannosamente solo con alcuni che, pur sicuramente autorevoli, non risolvono in loro stessi la complessità del Partito casertano; per questo, con disponibilità al dialogo, ma senza disponibilità a deroghe rispetto alla premessa, auspichiamo il superamento dell’attuale fase di irresponsabilità per riunire il partito intorno all’obiettivo di renderlo soggetto credibile per la guida dei processi di necessario cambiamento della nostra provincia. Per farlo va cambiata impostazione, va percorso il dialogo ma con serietà e rispetto del reale stato del Partito casertano, ricominciando da capacità, rappresentatività e credibilità vere, autorevoli. Senza giravolte inutili, senza arrampicarsi su specchi ormai tropo scivolosi per essere praticabili.

 Proponiamo quindi che, appena ripresa la volontà assembleare del dicembre scorso riguardo la vicenda ASI, e solo dopo ciò, si promuova un dibattito aperto a tutte le realtà vere,non autoreferenziali, esistenti all'interno del PD di Caserta per una gestione nuova, finalmente incisiva e veramente unitaria del partito che superi il magma attuale e ci porti fino alla fase delle elezioni regionali».

partito democratico caserta rosaria capacchione direzione esecutivo raffaele vitale
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