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Il gruppo della Capacchione avvia il 'processo' nel Pd Caserta per lanciare Tresca alle elezioni a Caserta

11 / 07 / 2015

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Redazione

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Rifare l’Italia Caserta, associazione politica nata mesi fa all’interno del PD, venerdi' pomeriggio si è presentata per fare il punto sulla situazione politica attuale di Caserta e della Provincia e proporsi alla guida della citta', come nuovo soggetto fautore di progetti finalizzati al bene della collettivita'. Puntale e critica l’analisi fatta dai consiglieri comunali uscenti di Caserta Enrico Tresca (papabile candidato sindaco del Pd) e Franco De Michele nei confronti del PD, incapace di interpretare e soddisfare le reali esigenze della popolazione, sia a livello comunale che provinciale, e sempre più distante dalle preferenze elettorali, come testimoniano i dati registrati nelle ultime elezioni. Si parla di un vuoto, di un’assenza nella segreteria provinciale da riempire, di un partito colpevole di essersi chiuso su se stesso ed essersi mostrato limitato, privo di una reale progettualita'. Franco De Michele torna piu' volte sulla necessita' per il PD di aprirsi ad altri soggetti, per poter dare una sterzata radicale a una città che oggi, piu' che mai, ne ha fortemente bisogno, per risollevarsi da un declino ormai inaccettabile. Occorrono progetti che siano condotti da persone capaci, un’amministrazione che dia prospettive diverse. Rifare l’Italia intende promuovere un ragionamento politico concreto e innovativo, da condurre tramite un confronto costruttivo anche con soggetti esterni al partito. Si tratta dunque di scegliere degli interlocutori, in base a una volonta' comune di cambiamento e sviluppare programmi che siano risolutori di problematiche reali. Raffaella Zagaria, consigliere provinciale, parla della necessita' di rilanciare la Provincia e le sue risorse, promettendo il massimo impegno in questa direzione. Rosaria Capacchione apre il proprio intervento citando la questione meridionale trattata da Paolo Macri', che parla di una politica in cui gli elettori premiano coloro in grado di portare risorse dal centro alla periferia, per sottolineare come tutt’oggi si preferisca votare quanti fanno giungere dei soldi sul territorio, senza tuttavia preoccuparsi di chi li gestira' e con quali modalita'. La domanda che pone la senatrice e' dunque se sia piu' utile svolgere un’azione elettoralistica o realizzare progetti che incontrino il consenso dei cittadini. Rifare l’Italia premia la seconda alternativa. E' dunque giunto il momento, chiosa la Capacchione, di capire quello che i cittadini vogliono fare della citta', a prescindere dall’impegno elettorale del prossimo anno, partendo da quanto di buono e' stato realizzato fin’ora. (Valentina Martinisi)

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