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Pedane a Corso Trieste, pulizia o rimozione ?

07 / 12 / 2017

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Redazione

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Il Natale è alle porte e l' amministrazione comunale cerca di far bella Caserta. Questa mattina degli operai all' opera, e non si sa se per ripulire il fondo per far defluire meglio l' acqua piovana, oppure stanno operando per la rimozione delle stesse.

Proprio un anno fa, presso il Comune di Caserta, si riunì  la Terza Commissione per discutere del futuro delle pedane e delle fioriere di corso Trieste. L’intento, come annunciato dal sindaco Carlo Marino in periodo di campagna elettorale, fù quello di rimuoverle.

Le pedane, inaugurate a Dicembre 2015, anziché abbellire il corso principale della città, motivo per il quale l’amministrazione Del Gaudio approvò la loro realizzazione, sembra abbiano creato solo problemi. Per consentire l’installazione delle pedane, i gestori dei locali di corso Trieste sono stati costretti a rimuovere i propri gazebo. Si aggiunga il fatto che in questi mesi le abbiamo spesso viste essere utilizzate a mo’ di parcheggio, oppure come spazio dedicato al commercio abusivo. Per finire, in caso di pioggia, impediscono il normale defluire dell’acqua, creando una sorta di tappo che porta all’allagamento dei negozi del corso. Tuttavia sembra che rimuovere le pedane non sia affatto cosa semplice. Non è infatti possibile rimuovere delle strutture che ad oggi non si sa se sono state ancora collaudate. Che le pedane così come sono ridotte oggi non possono  restare sul corso sembra assodato, così come sembra assodato che ci sia stato uno spreco di denaro pubblico.

Le strutture sono costate al Comune ben 233mila euro, di cui circa 225mila per le pedane e le fioriere e la restante cifra, quasi 9mila euro per le piante. Tralasciando la considerazione che delle pedane di cotanto valore dovrebbero essere realizzate con materiale di prim’ordine, che garantisca una certa durata nel tempo, al contrario di quella dimostrata, è interessante analizzare il costo delle piante e dei fiori utilizzati per riempire le fioriere. Quasi 9mila euro. Per quella cifra ci si sarebbe aspettati di vedere svettare nelle fioriere di corso Trieste le celeberrime rose inglesi di Regent’s Park, arrivate in esclusiva a Caserta dal più famoso giardino londinese, oppure le rinomate orchidee thailandesi di cui la città avrebbe potuto fregiarsi e invece no.

Per l’inaugurazione invernale  furono utilizzati dei ciclamini bianchi e rossi, normalmente venduti a dicembre in un qualsiasi vivaio a 4-5 euro a pianta. Ma forse il Comune si è rivolto a un vivaio che concima le proprie piante con pepite d’oro e le innaffia con champagne rosé, allora ecco giustificata la cifra spesa.  

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