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PERICOLO TERRORISMO | Salvini chiede controlli anche nella moschea casertana

02 / 05 / 2019

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Redazione

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Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha emanato una circolare destinata ai prefetti per aumentare i controlli e il livello di attenzione intorno ai luoghi di aggregazione di cittadini islamici.

Una richiesta di maggiori controlli che interesserà anche il lavoro del prefetto di Caserta Raffaele Ruberto per la presenza della moschea di San Marcellino, ma non solo. Proprio a marzo infatti la Digos della Questura di Caserta catturò Mourad Sadaoui, algerino accusato di terrorismo che aveva trovato ‘casa’ a San Marcellino fino al 2012, il primo ‘foreign fighters’ di ritorno dall’Iraq.

LA CIRCOLARE - “Gli eventi degli ultimi anni fino ad arrivare ai più recenti attentati che il giorno di Pasqua hanno colpito lo Sri Lanka dimostrano come la tutela della sicurezza nazionale debba costantemente adeguarsi a nuovi profili di rischio, modellandosi su contesti e problematiche che sono, per loro natura, fluidi ed impongono un continuo ed attento processo di affinamento ed aggiornamento di metodi e prassi di intervento”, scrive Salvini ai prefetti.

Il riferimento è innanzitutto al terrorismo di matrice jihadista, la cui perdurante forza attrattiva è tale da innescare processi di radicalizzazione all’interno degli stessi Paesi target, incoraggiando l’attivazione autonoma dei seguaci e traducendosi in un pericolo di carattere puntiforme e sfuggente”, sottolinea il titolare del Viminale. “Altrettanto significativa per le dimensioni assunte è la tendenza alla migrazione di massa, alimentata non solo da conflitti in atto a livello internazionale, ma soprattutto dalla mediazione di trafficanti senza scrupoli, organizzazioni e reti criminali coinvolte nella gestione dei flussi che veicolano come accessibile agli interessati la prospettiva di una vita migliore fuori dai Paesi di origine, alimentando i canali dell’immigrazione clandestina offerti all’eventualità di infiltrazioni terroristiche”, aggiunge Salvini.

Gli ambiti verso i quali si è rivolta l’attenzione degli operatori sono quelli in cui trova alimento e diffusione l’attività propagandistica ostile di Daesh, con specifico riguardo agli ambienti virtuali del web e ai sempre più numerosi centri di aggregazione, esposti all’ascendente di alcuni ‘predicatori’ di orientamento estremista capaci di attribuire ‘dignità ideologica’ ai propositi violenti, talvolta innescati da condizioni di disagio personale, anche di ordine psichiatrico, di soggetti spesso con trascorsi di criminalità comune”, puntualizza il ministro, ricordando come grazie agli “sforzi compiuti in questa direzione” sono aumentate “le espulsioni per motivi di ordine e sicurezza pubblica, uno strumento di assoluta efficacia per allontanare, ove ammissibile e necessario, soggetti estremisti”.

Ma, “la permanente attualità della minaccia” richiede la massima attenzione “nella ricerca di moduli di osservazione ed analisi delle fenomenologie locali capaci di far emergere situazioni sospette meritevoli di intervento”, prosegue Salvini sottolineando “come occorra riservare una cura particolare alle dimensioni di elezione del proselitismo”.

E, in questa categoria “rientra la variegata realtà dei centri di aggregazione e delle associazioni culturali asseritamente ispirate alla fede musulmana, distribuite su tutto il territorio nazionale ma concentrate soprattutto in Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, Sicilia e Toscana. Una presenza in aumento, contraddistinta da differenti ideologie di riferita matrice religiosa, in certi casi orientata a una strumentale interpretazione radicale e intransigente dell’Islam”.

Per il ministro “il costante raccordo e le interlocuzioni che saranno avviate nelle sedi competenti contribuiranno a rilevare possibili progettualità ostili, intercettando il bacino potenzialmente esteso ed insidioso dei ‘radicalizzati in casa’”.

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