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POLO DELLA QUALITA` Da Aprile all`ex sindaco di Caserta fino ai soci ed ai consulenti: tutte le accuse di una truffa da 120 milioni

07 / 01 / 2014

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Giuseppe Perrotta

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Un'inchiesta sui 9 anni di vita del progetto 'Polo della qualità' di Marcianise con carte, documenti ed operazioni finanziarie ricostruite nei minimi dettagli per mettere il secondo 'punto esclamativo' (il primo era stato già messo dalla dichiarazione di fallimento del tribunale di Napoli) su un'operazione che, già dal 2007 in poi, aveva manifesto forti 'segni' di cedimento. E' lo stesso giudice per le indagini preliminari del tribunale di Napoli, Paola Russo, a ripercorrere nell'ordinanza di custodia cautelare emessa questa mattina (leggi qui tutti i nomi degli indagati) le tappe fondamentali dell'inchiesta. La prima riguarda il periodo che va dal gennaio 2002 al dicembre 2003 quando viene realizzato l'acquisto della Polo Scarl dei terreni di proprietà della Fnuyo srl. Il secondo lasso di tempo è quello relativo alla realizzazione dell'impianto produttivo del Polo della Qualità appaltata alla Fnuyo spa (giugno 2033-luglio 2007). Il terzo periodo ha inizio nel novembre 2007 e si conclude nel maggio 2008 e riguarda il lodo dell'arbitro unico circa la controversia insorta sull'appalto tra Polo Scarl e Fnuyo spa. Ed infine, l'ultimo atto, quello del contratto di 'Sale and leale back' stipulato tra Polo scarl e le società di leasing Mediocredito centrale spa e Mercantile leasing spa (dicembre 2007). Quattro 'momenti caldi' che, come scrive il gip, "nell'aggravare la notevole esposizione debitoria della società, hanno certamente contribuito a causare il doloso dissesto del Polo della Qualità" dichiarato fallito il 10 settembre 2010. La figura chiave di tutta l'operazione, stando ai documenti in mano ai magistrati, è quella di Guglielmo Aprile, presidente del consiglio di amministrazione della 'Polo scarl', presente in tutto il complesso delle vicende contestate. Al suo pari emerge la figura di Francesco Di Gennaro, azionista di maggioranza della Fnuyo, società che compare come controparte della Polo scarl in due operazioni determinanti per il fallimento. Importante anche il ruolo di Cesare Bertoli, amministratore unico della Fnuyo nonché ingegnere che ha seguito la realizzazione dei lavori edili, nonché il contributo fornito da consulente fiscale Francesco Pellone e dall'avvocato Michele Chianese (la cui posizione è poi stata archiviata dal gip stesso), estensore, in qualità di arbitro unico, del lodo irrituale indetto da Polo Scarl e Fnuyo spa. Diversa invece la posizione dell'ex sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti, direttore dei lavori di realizzazione del Polo della Qualità, indagato insieme agli altri ingegneri Gennaro Ricci, Francesco De Cecio e Pasquale Matronola per le sue condotte omissive che hanno avuto rilievo nella vicenda insieme ai membri stabili del consiglio di amministrazione Antonio Landolfi, Alfredo Morelli e Renato Morelli. Scrive poi ancora il gip: "Analoga contestazione di concorso in bancarotta fraudolenta è stata sollevata nei confronti di ulteriori componenti del consiglio di amministrazione (Gabriele Aprea, Giuseppe D'Errico, Raffaele Gallucci, Biagio Scognamiglio, Giovanni Iasiello, Riccardo Romano e Vincenzo Varriale) nei confronti dei quali, tuttavia, si rileva sin d'ìora, che risalendo la loro nomina ad un periodo chen va dal 20 giugno 2008 in poi, è tutt'altro che agevole individuare l'asserito contributo causale di costoro anche in termine di mera omissioni" aprendo, difatti, le porte per un'archiviazione del procedimento nei loro confronti.

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