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Porti d'armi e sparizioni di fascicoli. Ecco il tariffario del commissario e del cancelliere

20 / 10 / 2017

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Redazione

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Esisteva un vero e proprio tariffario, creato dal commissario di Sessa Aurunca, Giovanni Romano e dal cancelliere del tribunale di sorveglianza di Napoli, Andrea Esposito, per compiere atti contrari ai propri doveri d'ufficio.  I due sono stati arrestati, nell'ambito dell'indagine della Procura della Repubblica di Aversa-Napoli nord, insieme all'avvocatessa di Villaricca, Anna Savanelli, l'imprenditore di Casal di Principe, Antonio Caterino e il pregiudicato Massimo Perrone.

erano sufficienti € 2000 per avere un porto d'armi o € 7000 per far sparire un fascicolo giudiziario.

Il tutto era partito da un'altra inchiesta della Dda di Napoli che vedeva Giovanni Romano indagato in un'indagine anticamorra e i magistrati napoletani, quindi, hanno passato gli atti ai colleghi di Aversa che hanno scoperto come il commissario si sia adoperato per procurare un porto d'armi, alla cifra di € 2500, ad un amico, molto vicino al clan dei Casalesi, dell'imprenditore edile Caterino.

Durante le indagini è poi emersa la figura di Andrea Esposito, impiegato del tribunale che, dietro il pagamento di tangenti e su richiesta di alcuni avvocati, faceva sparire fascicoli giudiziari. E proprio l'avvocatessa Anna Savanelli, arrestata anch'ella, si era rivolta all'Esposito, su incarico di Massimo Perrone per far sparire il fascicolo di una terza persona indicata dal pregiudicato e condannata in via definitiva. Gli uomini della Guardia di Finanza sono intervenuti proprio mentre Perrone e la Savanelli stavano dando fuoco ai documenti arrestandoli entrambi.

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