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Prestiti al 120% di interessi, arrestati 3 imprenditori. Sequestrato un negozio di abiti da sposa. I NOMI

17 / 02 / 2015

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Redazione

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I militari delle Compagnie della Guardia di Finanza di Marcianise e dei Carabinieri di Montesarchio (Bn) hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare emessa, su richiesta della Direzione Distrettuale antimafia presso la procura della Repubblica di Napoli dal GIP presso il locale Tribunale nei confronti di: Antonio Carfora, 54enne di San Felice a Cancello, Antonio Di Paolo, 34enne di Caserta, Michele Pesce, 59enne di San Felice a Cancello. I tre sono ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di usura ed estorsione aggravati dal metodo mafioso, perché ad Arienzo, San Felice a Cancello e Forchia (BN), tra gli anni 2005 e 2009, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, costringevano diversi imprenditori delle province di Benevento e di Caserta a versare somme di denaro a titolo estorsivo.

Nel provvedimento cautelare, nel quale risultano indagate altre 17 persone, il Gip ha ritenuto la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei predetti indagati in un arco temporale compreso tra li 2005 e il 2009, per reati di usura, estorsione e riciclaggio, aggravati dall’ utilizzazione del metodo camorristico, in danno dei vari imprenditori locali vessati dai sempre crescenti tassi usurai che, in alcuni casi, hanno raggiunto anche il 120%. In particolare gli esiti delle investigazioni hanno evidenziato l’esistenza di un’intensa attività usuraia ed estorsiva preparata con cadenza quasi giornaliera e caratterizzata da continue richieste vessatorie, da pressioni esercitate sulle persone offese, vittime di gravi e frequenti atti di violenza ed intimidazione, tali da porli in una condizione di paura e di totale soggezione. Il timore dalle gravi ritorsioni minacciate e le enormi risorse finanziarie richieste a fronte dei prestiti elargiti hanno determinato un progressivo aggravarsi della situazione economica del debitori i quali, seppur inizialmente reticenti a seguito delle indagini, hanno ammesso i fatti.

Nel corso dell’attività sono state effettuate indagini tecniche, quali intercettazioni telefoniche ed ambientali, e bancarie che hanno consentito di accertare come nella consumazione dei delitti sia stato utilizzato il metodo mafioso che ha costretto le vittime a subire e tacere. Le risultanze probatorie sono state acquisite grazie alla proficua collaborazione dei militari della Compagnie della Guardia di Finanza dì Marcianise e dei Carabinieri di Montesarchio che, coordinati dalla Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, hanno dapprima individuato i rapporti esistenti tra le vittime e gli usurai (anche attraverso perquisizioni e sequestri, intercettazioni telefoniche ed ambientali, appostamenti e pedinamenti), e poi, dettagliatamente, ricostruito i prestiti elargiti e gli interessi usurai applicati ad ogni rapporto, attraverso un puntuale esame della documentazione bancaria confrontata con quella rinvenuta nel corso delle perquisizioni. Infatti, l’ordinanza di custodia cautelare ricostruisce le vicissitudini di quattro imprenditori operanti tra la provincia di Caserta e Benevento, entrati da anni nel vortice dell’usura del sodalizio criminale oggetto del provvedimento.

Inoltre, contestualmente è stata data esecuzione anche ad un decreto di sequestro preventivo emesso dallo stesso Ufficio Gip nei confronti degli indagati dei componenti il loro nucleo familiare, che ha consentito di sottoporre a sequestro beni mobili ed immobili, ditte e società, nonché di disponibilità finanziarie ai fini della confisca speciale per un valore di circa 5 milioni di euro, nonché al sequestro di somme di denaro e altri beni per il valore di 261.800 euro (corrispondente agli illeciti profitti degli interessi usurari) ai fini della confisca per equivalente. In particolare sono stati posti sotto sequestro unaI società, 16 appartamenti, 6 terreni per un totale di 15.973 mq., 14 locali vari, 11 garage, 1 tettoia chiusa ed altre 11 porzioni di tettoie chiuse, 3 autoveicoli di cui due di lusso, e numerosi rapporti finanziari in corso di quantificazione. 

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