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Processo a Cosentino, la difesa "rottama" le accuse del pentito: "Notizia genetiche sugli accordi coi Casalesi"

18 / 06 / 2014

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Redazione

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Il pentito aveva notizie generiche, riferitegli da terze persone e non direttamente acquisite, sui presunti accordi tra il clan dei Casalesi e l'ex sottosegretario Nicola Cosentino, sia per la costruzione di un centro commerciale, che doveva essere edificato tra Casal di Principe e Villa di Briano, sia per quella della centrale termoelettrica di Sparanise. E' quanto ha fatto emergere oggi la difesa di Cosentino, Agostino De Caro, durante il controesame al collaboratore di giustizia, Roberto Vargas, nel corso del processo al tribunale di Santa Maria Capua Vetere denominato "Il principe e la scheda ballerina". Per quanto riguarda la costruzione del centro commerciale, l'avvocato De Caro ha chiesto a Vargas quando e da chi lo seppe. "La prima volta nel 2005 da mio fratello - risponde Vargas - poi successivamente da Nicola Schiavone (figlio di Francesco Schiavone, detto Sandokan, ndr.), era nel 2008. Ma nei dettagli non sono mai entrato. Mi dissero solo che si doveva costruire un centro commerciale più grande di quello di Michele Zagaria e Iovine e che dietro c'era anche l'onorevole". "Lei dunque - puntualizza la difesa di Cosentino - ha notizie generiche e non dirette". Stessa domanda De Caro la rivolge per la centrale termoelettrica di Sparanise. "Nicola Schiavone - risponde il collaboratore - mi disse che la centrale era un affare chiuso da Nicola Cosentino e che se ne stava interessando con Nicola Panaro (il cassiere del clan, ndr.)". Qui la difesa contesta il fatto che Vargas, nel verbale del 2011, aveva detto al pm Alessandro Milita che dietro la affare c'era "O'merican" (soprannome della famiglia Cosentino) senza specificare se si trattasse dell'ex onorevole o di qualche suo fratello.

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