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Processo Cosentino, giallo su una lettera svelata dal pentito in aula

08 / 04 / 2013

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Redazione

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Dai palazzi costruiti al centro direzionale di Napoli da ditte della famiglia Cosentino con operai parenti di boss negli anni '90, alla campagna elettorale degli Schiavone a Casal di Principe per sostenere i candidati, così come descritto in una lettera di un pentito ai pm della Dda di Napoli. Di questo ha parlato il collaboratore di giustizia Francesco Cirillo, camorrista dalla fine degli anni '80, pentito dal 1998 e ora detenuto, nell'ambito del processo a carico dell'ex sottosegretario alla Economia Nicola Cosentino, in carcere dal 15 marzo, per concorso esterno in associazione camorristica. "Scrissi una lettera al pm Alessandro Milita dopo che vidi, nel 2009, l'onorevole Nicola Cosentino che in televisione diceva che la sua famiglia non aveva mai avuto a che fare con il clan dei Casalesi. Così decisi di dire la mia versione", la dichiarazione di Cirillo, collegato da una località protetta con i giudici del collegio C della prima sezione penale del tribunale di Santa Maria Capua Vetere - presidente Gianpaolo Guglielmo, il pm Milita e i difensori di Cosentino, Stefano Montone e Agostino De Caro. Il pentito scrisse la lettera l'11 novembre del 2009, dopo l'emissione dell'ordinanza firmata dal gip Raffaele Piccirillo, lettera mai messa agli atti del processo, depositando poi una memoria in cui spiegava: "Ho visto l'auto di mio zio, Nicola Cirillo, ucciso poi in un agguato di camorra nel 1997, dei manifesti con i nomi di alcuni candidati alle elezioni e tra di loro c'era anche quello di Nicola Cosentino". "Lo ricordo - si legge ancora - perché da ragazzino salivo in macchina di mio zio e ascoltavo la musica. Ricordo anche che qualche volta mi recavo al centro direzionale di Napoli dove i fratelli Cosentino avevano preso un appalto per la costruzione di un palazzo e trovavo a lavorare in quel cantiere, come muratori, Michele e Renato Bidognetti, fratelli del boss Francesco". "Signor Cirillo, stando alla sua versione il clan Schiavone avrebbe appoggiato Nicola Cosentino, ma ricorda a quando risale questa appoggio", ha chiesto De Caro. "Alla fine degli anni Ottanta, credo", la risposta. La prossima udienza è prevista per il 22 aprile, giorno in cui verrà  ascoltato il principale accusatore di Cosentino, l'imprenditore dei rifiuti colluso con i Casalesi e pentito Gaetano Vassallo.
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