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Processo Cosentino, il pentito rivela: ‘Ecco chi abbiamo votato’

03 / 06 / 2013

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Redazione

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Boss "manager", pronti a votare Pdl ma anche Pd o Udeur se gli “affari” lo richiedevano. Li descrive cosi' Michele Froncillo, ex elemento di punta del gruppo Belforte di Marcianise, i fratelli Zagaria, al vertice dei Casalesi, nel corso dell’udienza nel processo contro l’ex sottosegretario all’economia Nicola Cosentino. "Michele Zagaria e Pasquale Zagaria erano i manager del clan dei Casalesi, erano all'avanguardia, mentre noi di Marcianise eravamo piu' rozzi. Loro in un incontro nel 2001 mi dissero che per risolvere i problemi avevano come riferimento i politici Nicola Cosentino e Gennaro Coronella, ma nel 2005 noi di Marcianise votammo Nicola Caputo alle elezioni regionali. Ricordo addirittura un uomo a nostra disposizione, Giuseppe Laudadio, che camminava con la carta di credito di Caputo e i volantini per le elezioni". Froncillo, passato dalla parte della giustizia il 9 agosto del 2007, data in cui gli venne notificata una ordinanza di custodia cautelare mentre si trovava nel carcere di Terni, rivela particolari nuovi di conversazioni che avrebbe avuto con il boss latitante Michele Zagaria, capoclan indiscusso fino alla sua cattura nel 2011. Durante quei colloqui sarebbe spuntato il nome dell'ex coordinatore regionale del Pdl, originario di Casal di Principe. Cosentino, stando alla versione del pentito, si sarebbe attivato per far ottenere il certificato antimafia dalla Prefettura di Caserta a una ditta impegnata nel riqualificare il sistema fognario di Marcianise. Un appalto da circa 15 milioni di euro. E avrebbe agito anche per far spostare Giuseppe o’ padrino Russo  nel carcere di San Gimignano, istituto di pena meno duro di altri. "Ci trovavamo a casa di tale Golia e di Saverio Fontana, dove mi ero recato per poi incontrarmi in covo dopo quattro ore di attesa", precisa il pentito. Froncillo descrive dunque appoggio elettorale che la camorra forniva a esponenti di centro destra, ma anche a quelli di centro sinistra. "Al clan non interessava la casacca - spiega - per loro era importante ottenere poi gli appalti e i subappalti pubblici, a Roma come nei Comuni di riferimento. I politici servivano anche come riferimento cui rivolgersi per scontare la pena in un carcere meno duro o per ricevere i finanziamenti della legge 488, come è successo a Orta di Atella con l'imprenditore Raffaele Giuliani che aveva una fabbrica di scarpe. Fu Giuliani a dirmi che aveva ottenuto la 488 grazie a Cosentino, quando veniva a trovarmi con la sua Mercedes C 220, io a Giuliani gli davo anche la cocaina". Sull'appoggio elettorale a politici, precisa: "Fu Antonio Iovine, 'o ninno, da latitante, a ordinare ai suoi uomini di votare per Caputo (poi consigliere regionale Pd) nel 2005. Noi, invece, a Marcianise, abbiamo sostenuto nel 2001 l'elezione del sindaco Filippo Fecondo. A Fecondo lo abbiamo fatto vincere noi. E anche Nicola Ferraro (ex consigliere regionale Udeur)". Filippo Fecondo, ex sindaco di Marcianise, è stato il candidato del Pd nell'ultima tornata elettorale per il rinnovo dell'amministrazione comunale di Marcianise, in cui si è piazzato terzo al primo turno. I difensori di Nicola Cosentino, in sede di controesame di Froncillo, hanno chiesto e ottenuto l'acquisizione da parte dei giudici di una memoria in cui il p, di Napoli, Alfonso D'Avino, ha spiegato come in un processo per omicidio, Froncillo abbia "mentito più volte". "Produco, inoltre, la sentenza di appello dello stesso processo in cui Froncillo è' stato definito inattendibile - aggiunge l'avvocato Agostino De Caro - perché ha cercato di escludere o ridurre la sua responsabilità". L'altro difensore, Stefano Montone, ha inoltre fatto rilevare che il pentito, detenuto ai domiciliari, lo scorso gennaio ha querelato l'ex onorevole per una frase riportata una intervista in cui il politico definiva "schifosi i camorristi" i suoi accusatori. "L'ho querelato perché lui si riferiva ai pentiti", ribadisce Froncillo.
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