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Progetto Sapucca, a Bruxelles la relazione conclusiva sul riutilizzo dei beni confiscati alla camorra

19 / 04 / 2013

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Redazione

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Si avvia a conclusione il progetto Sapucca, promosso dalla Provincia di Caserta in partenariato con la Provincia di Catania, la Provincia di Pistoia, l’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Confiscati, l’associazione Flare, l’associazione Tecla ed il comitato don Peppe Diana. Lunedì 22 aprile il vice presidente della Provincia di Caserta, Gianpaolo Dello Vicario, illustrerà a Bruxelles, presso la sede della Commissione Europea, i risultati raggiunti dall’iniziativa che ha visto i partecipanti impegnati sul tema del riutilizzo sociale dei patrimoni sottratti alla criminalità organizzata e della cooperazione internazionale volta a condividere con altri Paesi il cosiddetto modello Italia, sul piano metodologico e giuridico. Previsti anche gli interventi del procuratore aggiunto della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, Luigi Gay, del direttore dell’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Provincia di Caserta, Natale Argirò, e del dirigente del settore programmazione e programmi comunitari della Provincia, Paolo De Felice. Nel corso degli ultimi mesi la Provincia di Caserta ha esportato questo modello in diverse realtà europee come la Croazia, la Serbia e la Bulgaria attraverso un ciclo di conferenze che hanno riscosso un ottimo successo in termini di partecipazione e di divulgazione delle buone pratiche in materia di riutilizzo dei beni confiscati. Sapucca, primo nel suo genere a livello comunitario, è un progetto importante per tre ordini di ragioni: favorisce la collaborazione interistituzionale, promuove una forte sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul tema della confisca e del riutilizzo dei beni confiscati e, infine, rafforza l’attività della Provincia di Caserta nella lotta senza quartiere alla criminalità organizzata, condotta in stretta collaborazione con la magistratura, le forze dell’ordine e le associazioni.
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