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Provincia, partono le diffide per gli stipendi dei dipendenti dei Centro per l'Impiego

16 / 06 / 2017

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Redazione

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Non si ferma l’iniziativa dei dipendenti della provincia di Caserta a tutela dei propri diritti. La Provincia di Caserta versa in uno stato di forte crisi economico-finanziaria che sta determinando un vero e proprio stallo politico-amministrativo per il quale è stato chiesto un intervento del Parlamento affinché adotti un provvedimento ad hoc, denominato “salva Caserta”, per consentirne il regolare svolgimento della gestione. 

Sono noti a tutti i problemi che hanno investito l’edilizia scolastica, a cui si affianca il mancato pagamento degli stipendi dei dipendenti, nonché la carenza di igiene degli uffici che mette a rischio l’apertura degli stessi, tant’è che il Dirigente della Provincia di Caserta in funzione di Datore di lavoro aveva previsto la chiusura degli uffici dallo scorso 12 giugno. Tale chiusura è stata evitata, come dichiarato dal Presidente Silvio Lavornia, ed è stata differita al 30 giugno. Questo è davvero emblematico di una crisi economico-finanziaria senza precedenti. 

Particolare attenzione va data all’attuale posizione in cui si trovano i 130 dipendenti della provincia di Caserta impiegati negli uffici dei Centri per l’impiego dislocati su tutto il territorio provinciale, i quali, per effetto della legge Delrio, che ha abolito le province e affidato alle Regioni la gestione dei predetti uffici, sono ancora dipendenti della provincia ma utilizzati dalla Regione Campania in “avvalimento” per effetto dell’accordo di secondo livello stipulato tra i due enti. 

Nello specifico la Regione utilizza gli uffici e il personale della provincia impiegato nei Centri per l’impiego i cui stipendi sono a carico del Ministero del lavoro (per il 30%) e della Regione Campania (per il 70%) ma la cui erogazione è affidata alla Provincia quale datore di lavoro. 

Il paradosso che stanno vivendo tali dipendenti è che nonostante i fondi per gli stipendi siano stati già erogati dal Ministero e dalla Regione, la Provincia non li versa ai dipendenti a causa dell’assenza di uno strumento contabile che consenti il pagamento. Ma non solo! Ad oggi le convenzioni stipulate tra il Ministero e la Regione Campania (convenzione di I° livello) e da quest’ultima con la provincia di Caserta (convenzione di II° livello) sono scadute e non rinnovate per l’anno in corso (2017), per cui i dipendenti continuano a lavorare per la Regione (in avvalimento) nonostante l’assenza di accordi validi ed efficaci.

Circa 60 dipendenti hanno contestato tale situazione e la violazione dei propri diritti attraverso un’iniziativa legale affidata all’avvocato amministrativista Giuseppe Di Fratta, secondo il quale, pur riconoscendo la straordinarietà e la estrema complessità della vicenda (unica in Italia), sussistono i presupposti affinché i predetti dipendenti percepiscano gli stipendi (che sono a carico del Ministero del Lavoro delle Politiche Sociali e della Regione Campania, a differenza degli altri dipendenti della provincia di Caserta ) e vi è l’obbligo delle Amministrazioni predette di stipulare le convenzioni valevoli anche per il 2017 al fine di “legittimare” l’utilizzo dei detti dipendenti. 

Con tale iniziativa i dipendenti hanno diffidato la provincia all’immediato pagamento degli stipendi e al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e alla Regione Campania a provvedere, in via subordinata, al pagamento diretto gli stipendi ai dipendenti sopra citati, anche mediante nomina di un commissario, qualora ciò non venisse effettuato dalla Provincia e a sottoscrivere le convenzioni.

Ad oggi sembrerebbe che l’iniziativa abbia prodotto i primi frutti, considerato che la dichiarazione del Presidente f.f. della Provincia dimostra la decisione dell’Ente di trovare soluzione per fronteggiare le spese quotidiane (tra cui gli stipendi) e che in Regioni sembrerebbe si stia lavorando per bypassare la provincia nell’erogazione degli stipendi ai dipendenti dei Centri per l’impiego.   

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