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Chiesta la perizia psichiatrica per lo stalker casertano di Giorgia Meloni

12 / 02 / 2020

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Redazione

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La Prima sezione penale del Tribunale di Roma ha disposto una perizia psichiatrica nei confronti di Raffaele Nugnes, l’uomo originario di Trentola Ducenta, ai domiciliari con l’accusa di stalking contro Giorgia Meloni.

L’uomo è accusato in particolare di aver scritto minacce contro la leader di Fratelli d’Italia sulla propria pagina Facebook. A svolgere la perizia sarà il professor Andrea Balbi, direttore del dipartimento di salute mentale dell’Asl Rm3 e presidente della Società Italiana di Psichiatria della Regione Lazio, che dovrà accertare eventuali patologie psichiatriche dell’uomo, la sua capacità di intendere e di volere al momento dei fatti e dopo, e se sia socialmente pericoloso. Nel caso vengano accertate delle patologie psichiatriche, la perizia dovrà indicare quale misura di sicurezza alternativa possa essere applicata.

Raffaele Nugnes, le minacce alla Meloni

Raffaele Nugnes è della provincia di Caserta ed è finito in carcere il 31 luglio scorso. L’uomo, ha raccontato la Meloni, “sosteneva che gliel’ho strappata, che la bambina era sua, che prima o poi sarebbe venuto a riprendersela a Roma”. La Meloni ha ricostruito la vicenda rispondendo alle domande del pm. “Io vivo spesso fuori casa e il mio stato d’ansia è enormemente cresciuto – ha detto – perché ho dovuto prendere particolari cautele. Non bastava più la baby sitter per controllare mia figlia”.

Uno stalker mai visto e conosciuto

Ho appreso dei messaggi minatori solo quando, più o meno in contemporanea, è stata allertata dalla Digos e mia sorella. Le era arrivato un video intimidatorio riconducibile all’imputato”. Nugnes era stato arrestato e posto ai domiciliari. La Meloni ha ribadito di non averlo mai “visto o conosciuto”. “Il mio modo di vivere è ovviamente cambiato. Ho paura anche dopo un messaggio pubblicato dall’imputato in cui scriveva: ‘Hai tempo tre giorni per venire dove sai, se non vieni sai cosa succede, vengo a Garbatella…’”.

La notte non dormo per questa vicenda, per le minacce che quest’uomo mi ha rivolto via Facebook – ha dichiarato la Meloni -. Ho paura per mia figlia che ha appena 3 anni. Lui sosteneva che gliel’ho strappata, che la bambina era sua. E che prima o poi sarebbe venuto a riprendersela a Roma”.

L’esponente di Fdi si è costituita parte civile nel processo contro l’accusato Nugnes: “Ho appreso dei messaggi minatori solo quando, più o meno in contemporanea, è stata allertata dalla Digos mia sorella. Le era arrivato un video intimidatorio riconducibile all’imputato”.

La Meloni nega di aver mai conosciuto l’imputato.

L’ossessione per l’esponente di Fdi: l’arresto del 31 dopo il ‘viaggio nella Capitale’.

Un incubo durato mesi, vissuto tra l’angoscia e il timore per la figlia: è questa la storia della Meloni. L’uomo, ossessionato dalla leader di Fdi, voleva “decidere del futuro della figlia Ginevra”. Aveva deciso, il 31 luglio, di andare a trovarla nella Capitale. Ma non appena arrivato in stazione sono scattate le misure di sicurezza. Gli agenti della Digos, fin dal giorno prima, lo avevano iniziato a pedinare a Trentola-Ducenta. Arrivato in stazione venne fermato dalla polizia ferroviaria a cui confessò di essere venuto a Roma per incontrare la Meloni. L’uomo è poi stato arrestato ed è finito ai domiciliari.

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