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IL VIDEO | Quattro ragazzi arrestati in Spagna dopo una rissa: uno è casertano. Grave un ragazzo spagnolo. IMMAGINI FORTI

26 / 05 / 2019

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Redazione

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Quattro italiani, tra i 21 e i 30 anni, sono finiti in manette ieri a Cadice, la città più a sud dell’Andalusia. Tre sono campani: sono residenti a Napoli, Casal di Principe le iniziali E.D.P., e Salerno. Il quarto è un siciliano. La lite è cominciata all’alba di ieri al Momart Theatre una delle discoteche più note della Punta de San Felipe, la parte finale del porto.

Da una parte gli studenti italiani, alcuni sono Erasmus, dall’altra un gruppetto di giovani del posto. Dopo gli insulti all’interno del locale, il confronto, sempre più animato, prosegue sul molo. È lì che si passa alle vie di fatto.

I due gruppi cominciano ad alzare le mani. Un uomo della security della discoteca accende la telecamera del telefono per riprendere la scena, una ragazza gli grida di chiamare la polizia invece di filmare. È la fase più drammatica: uno dei ragazzi più esagitati viene colpito con un pugno sul volto e finisce a terra.

A quel punto si avvicina un’altra persona, il più grande della comitiva italiana, che con violenza brutale e metodica gli sferra un calcio molto forte sulla testa. Il trentenne di Cadice perde immediatamente i sensi, gli amici provano a scuoterlo, a sollevarlo, ma senza effetto. Il corpo non risponde più. L’italiano a quel punto scappa e il video finisce. Un’ambulanza porta il ferito all’ospedale Puerta del Mar, dove viene sedato e dichiarato in prognosi riservata.

Alcune ore dopo, sono le 11 del mattino, la polizia arresterà un 29enne napoletano, riconosciuto come l’autore del calcio. Gli agenti lo portano in una cella del commissariato di San Fernando, dall’altro lato della baia di Cadice, e ora il giudice dovrà decidere se confermare l’arresto. La procura è pronta a contestargli il reato di tentato omicidio. Dall’Italia la famiglia del giovane napoletano si è messa in contatto con un avvocato della città. L’assistenza giuridica in prima battuta è stata fornita dal consolato italiano di Siviglia, competente per la parte occidentale dell’Andalusia, che per prima cosa ha avvertito i familiari dell’accusato, in un giorno particolarmente complicato per la nostra sede diplomatica impegnata nelle elezioni europee di oggi. Poche ore più tardi, le forze dell’ordine hanno fermato anche altri tre italiani, sempre di origine campana, di 25, 22 e 21 anni.

 

L’accusa contro il trentenne potrebbe cambiare, ovviamente, nel caso in cui ci fossero drammatiche svolte nelle condizioni del ferito. Secondo fonti locali, però, i medici ritengono che il 30enne sia fuori pericolo, anche se bisogna attendere le prossime 48 ore per determinare se potrà recuperare del tutto o se ci saranno conseguenze per il danno subito.

 

Cadice è sconvolta, il video pubblicato dal giornale locale, lo storico Diario de Cádiz, si diffonde in pochi minuti. Quella della Punta è una zona a rischio, in una città con pochi fatti di sangue, l’allarme sociale per le notte folli del porto è molto alto ed è entrato anche nella campagna elettorale per le municipali di oggi. Quello che un tempo era il teatro del «botellón», il rito della bevuta di gruppo, poi proibito dalle autorità, è ancora fuori controllo per le risse e per la droga che circola. Il problema non è di oggi: nel 2004, sempre all’alba, a pochi metri da qui il 23enne Francisco Gamboa fu ucciso durante una rissa. Stavolta l’epilogo potrebbe essere meno drammatico. Ma è difficile togliersi dalla testa quel video.

 

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