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Notaio, dimissioni, giunta di alto profilo. Tutto un bluff, Razzano sta preparando il 'grande inguacchio'

26 / 07 / 2017

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Redazione

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Se in passato abbiamo avuto modo di parlare del “consiglio mercato”, alludendo alla possibile degenerazione di una compravendita di consiglieri, non avremmo mai immaginato di trovarci di fronte ad una serie di colpi di scena che hanno praticamente monopolizzato la nostra attenzione.

Restando nella metafora calcistica, siamo partiti dal mercato per arrivare ad una cronaca che potremmo definire “tutto il consiglio minuto per minuto”.

La novità del giorno è il grande bluff che starebbe per mettere in atto il quasi sindaco del centrosinistra che fino ad oggi ci era apparso come una barchetta in balia della tempesta. E invece la situazione, stando ad alcuni retroscena, è assolutamente diversa da quella che si era immaginato.

Pare che Razzano proprio non sia disposto ad uscire di scena con la sfiducia a De Filippo e il conseguente scioglimento del consiglio. Anzi stia tentando un gioco di alto equilibrismo politico per non uscire di scena.

La mossa da consumato politico consisterebbe consisterebbe nella negoziazione indiretta della carica di Presidente del Consiglio Comunale. Qualcuno ha malignato che il candidato sconfitto stia trattando segretamente con De Filippo per tenere per se la carica per dare maggiore spazio alle manovre di De Filippo sulla Giunta, costituendo di fatto il governo di salute pubblica tanto declamato dal sindaco.

La versione più vicina alla realtà, invece, è quella che lo stesso Razzano stia trattando la carica di presidente del consiglio comunale per Angelo Campolattano. Questa mossa spaccherebbe il fronte dello scioglimento e permetterebbe a De Filippo di raggiungere lo scopo di saltare l’ostacolo del primo consiglio.

Che poi entro il 20 agosto si debba votare il riequilibrio, per riconoscere i debiti fuori bilancio, pare che sia un dettaglio superfluo, quasi irrisorio rispetto a tutte queste facezie che costituiscono il vero “bene della città”

Mettendo da parte questa digressione per tornare alla vicenda del Razzano poco incline ad uscire di scena, tutto sarebbe riconducibile ad una discussione avuta con i vertici provinciali del partito ai quali il candidato sconfitto avrebbe chiesto un incarico importante per non uscire definitivamente di scena.

Qualcuno ha sussurrato di un posto al consorzio idrico. Ma in queste ore le voci si rincorrono e pare che l’onorevole  Stefano Graziano e il sindaco Antonello Velardi, di fronte a tale richiesta siano rimasti alquanto sconcertati. Visti spiazzati i propri interlocutori può anche starci che il candidato del centro sinistra abbia pensato di giocare una partita alternativa ed intavolare un discorso a distanza con il suo avversario.

Questo spiegherebbe tante cose. Innanzitutto come avevamo sospettato (LEGGI QUI) il flop della mancata firma dal Notaio per la sfiducia, con rinvio sine die della scelta. Ma spiegherebbe anche del perché rimandare tutto dopo la seduta di consiglio, visto che si potrebbe sottoscrivere il tutto e consegnarlo al segretario nel corso dell’assise.

Ovviamente queste sono solo supposizioni che scaturiscono da una sintesi di fatti e delazioni che, messe insieme, danno un quadro abbastanza chiaro della situazione. Ovviamente tutto da dimostrare. Ma basteranno poche ore per capire se queste nostre ipotesi sono solo elucubrazioni fantasiose oppure congetture che si trasformeranno in realtà per i comportamenti dei diretti interessati.

C’è da augurarsi che per il bene della politica (più che per quello della città, ormai inflazionato) i protagonisti ci smentiscano e siano coerenti con quelle che sono state le numerose prese di posizioni dei giorni scorsi.

Scrivere per giorni di un sindaco che non ha mai fatto mistero di essere attaccato alla poltrona legittimamente conquistata, per poi scoprire che il suo avversario (che da giorni parla di dimissioni) è più attaccato di lui alla sua poltroncina di consigliere è veramente il colmo.

Se si realizzasse tale sconcio ci troveremo a fare i conti con una classe politica, se possibile, ancora più screditata di quello che possiamo raccontarvi. Sarebbe una presa in giro per i cittadini e francamente, se fosse vero,  potevano almeno risparmiarsi lo streaming.

Farsi beffe dei cittadini è già intollerabile: farlo in modo così spudorato è da veri impudenti. 

 

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