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REGGIA DI CASERTA | Atti vandalici sullo scalone: no, è una fake news

10 / 04 / 2019

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Antonio Bruno

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Una notizia pubblicata da ieri su 'Il Mattino', che denunciava un presunto atto di vandalismo sullo scalone d’onore della Reggia di Caserta, ha creato molto scalpore tanto da essere ripreso anche da altri siti. Nel pezzo si scrive che alcuni visitatori avrebbero inciso delle scritte e alcuni disegni osceni sul marmo, con un coltello, così i responsabili del laboratorio di restauro si sono messi all’opera per redigere rapporto.

La Reggia di Caserta ha comunicato gli esiti degli esami, chiarendo che si tratta di scritte risalenti molto probabilmente alla seconda guerra mondiale. Nell’articolo, inoltre, è presente una foto dove si legge chiaramente la data.

Nell’articolo citato, inoltre, parla di una Reggia che sarebbe tornata ad essere indifesa, abbandonata, dimenticata, usando parole e toni molto forti verso l’attuale gestione del sito.

 

LA NOTIZIA DEL 'IL MATTINO' - Un gesto indefinibile ed incredibile. Indefinibile colui che, armato di un punteruolo o di un coltello, ha devastato una parte della balaustra dello Scalone d'Onore della Reggia di Caserta. Incredibile perchè centinaia di custodi in servizio a Palazzo Reale, ancora una volta, non hanno visto nulla e non si sono accorti di nulla. Come quando un allestitore è salito con i piedi su uno dei due leoni della «scala più bella del mondo» per sistemare addobi di una festa privata. Come quando qualcuno ha rubato parte di un'installazione della mostra «Terrae Motus» all'interno del Palazzo. Come quando, qualche anno fa, sono stati trafugati addirittura centinaia di fili di rame dalle facciate della Reggia, ossia l'intero sistema di parafulmine realizzato a protezione del Palazzo Reale.

In poche parole la Reggia di Caserta è tornata ad essere indifesa, abbandonata, dimenticata. E non solo dal punto di vista della comunicazione e delle iniziative culturali (andato via Felicori tutto si è fermato e l'unica cosa in movimento sono gli ingressi, in discesa nei primi mesi dell'anno) ma anche dal punto di vista della «tensione» del personale e della sua organizzazione. Il direttore facente funzione è il direttore generale dei musei Antonio Lampis. Il più alto funzionario che nel settore il Mibac può vantare. Ma Lampis, appunto, si deve occupare di tutti i musei italiani e quindi viene a Caserta, se va bene, con cadenza mensile. Ovviamente ci sono i funzionari della Reggia, competenti ed esperti, ma il loro compito è l'ordinaria amministrazione. Nulla possono di fronte ai gesti di straordinaria inciviltà come quello scoperto ieri.

In realtà la devastazione è stata notata da alcuni turisti che ieri mattina hanno visto disegni osceni e scritte fatte con un oggetto appuntito sul meraviglioso marmo dello Scalone della Reggia. «Siamo rimasti basiti - dice una signora con accento del Nord - questo splendore trattato come il muro del peggiore dei bagni pubblici. Com'è possibile che nessuno ha notato il farabutto che compiva lo scempio? Non ci sono telecamere, non c'è vigilanza nel posto più bello e rinomato della Reggia di Caserta?».

Gli interrogativi sono rimasti senza risposta. Anzi, per tutta la giornata di ieri, nessuna comunicazione ufficiale in proposito è stata fatta dalla direzione della Reggia di Caserta. È probabile che oggi qualcuno si occupi del caso. Magari per presentare una denuncia all'autorità giudiziaria. Già perchè il danneggiamento di un monumento nazionale è, tra le altre cose, anche un reato. Quindi ci sarà un accertamento interno e, probabilmente, anche una verifica da parte della magistratura. C'è da capire come mai in un qualsiasi museo del mondo, durante gli orari di apertura al pubblico, i custodi sono ben visibili e controllano in continuazione i comportamenti dei visitatori mentre nel cuore della Reggia di Caserta, sullo Scalone Reale appunto, qualcuno riesce a sceggiare il marmo e addirittura a scrivere disegni e frasi oscene. Certo il gesto di un folle è sempre possibile. Ma altrove i «folli» vengono individuati due secondi dopo aver commesso il fatto. Alla Reggia di Caserta nessuno si accorge di nulla. Il vandalo o il ladro di turno sfregia, danneggia e se ne va tranquillamente così come è entrato.

Del resto il criminale di turno (se è un crimine attentare alla vita umana lo è anche fare scempio del patrimonio dell'umanità) ha agito con estrema tranquillità. Sullo scalone ha inciso non solo un fallo ma anche delle date, delle sigle, alcune frasi. Un'operazione non facile dal punto di vista tecnico, soprattutto in un luogo a vista e frequentato da centinaia di persone durante tutto l'orario di apertura.

Ora il primo passo, per tentare di risalire ai responsabili, è di comprendere quando lo sfregio è stato compiuto. Magari visionando i filmati delle telecamere del percorso del palazzo alla ricerca di visitatori che tengano comportamenti anomali. Un'indagine disperata.

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