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Ricorso al Tar contro l`approvazione del Puc a San Prisco. Incarico legale all`avvocato Luigi Bosco

26 / 01 / 2013

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Redazione

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Il gruppo consiliare di San Prisco ‘Leali’, che fa capo a Domenico D’Angelo, ha ritenuto opportuno proporre ricorso giurisdizionale al Tar Campania avverso la delibera di consiglio comunale numero 72 del 27 novembre 2012 a mezzo della quale si è provveduto all’adozione del Puc e dei relativi allegati. Secondo i cinque consiglieri del gruppo Leali, che per la detta azione giudiziale si sono rivolti all’avvocato amministrativista Luigi Bosco, sono molteplici i profili di illegittimità che investono la delibera di adozione approvata, i quali si vanno ad aggiungere a quelli già ampiamente evidenziati da Codacons e FareAmbiente nei due ricorsi presentati lo scorso 2011 e che ancora pendono innanzi al Tar Campania. Tra le doglianze di cui al ricorso, emergono i rilievi legati alla non ottemperanza al dovere di astensione dei pubblici amministratori dal prendere parte alla discussione e votazione di atti per i quali sussistono interessi propri o di prossimi congiunti sino al quarto grado: dal procedimento di discussione e votazione della delibera gravata è emerso che, nonostante ben 11 su 12 consiglieri di maggioranza siano risultati incompatibili in relazione ai diversi punti della proposta di Puc, questi hanno partecipato alla discussione del piano urbanistico, limitandosi ad allontanarsi solo al momento della votazione. Ed ancora, il sindaco in maniera del tutto illegittima ha sostituito il presidente del consiglio comunale assente nell’illustrazione del peculiare punto della zona B2 del PUC, pur non avendone la facoltà, in quanto la competenza era del consigliere anziano, Luigi Cinotti. Senza considerare poi la lesione delle prerogative dei consiglieri di minoranza, i quali in maniera del tutto illegittima si sono imbattuti in una sostanziale modifica del Regolamento urbanistico edilizio comunale, che, senza i necessari passaggi di trasparenza e pubblicità, ad oggi vede modificato il suo articolo 9 relativo all’elezione della Commissione Edilizia, non contemplando più l’obbligo di nomina di un membro da parte della minoranza consiliare. Questi i principali motivi di ricorso che vanno ad aggiungersi alle già denunciate irregolarità in punto di consultazione delle organizzazioni sindacali e di categoria e di Valutazione ambientale strategica. 
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