Continua a seguire NOI CASERTA anche sui Social Network

Il grande Bluff di De Filippo. Finge di trattare, intanto fa notificare il ricorso del TAR

27 / 07 / 2017

|

Redazione

Stampa l'articolo


Invia l'articolo


Il bollettino politico delle ore 18,00 ci impone di darvi la nuova chicca che si aggiunge ai retroscena che si stanno accavallando con una impressionante continuità.

Dopo la sconcertante notizia di una trattativa per la poltrona di presidente del consiglio comunale - posta come alternativa in caso di mancata assegnazione di altra poltrona richiesta presso il consorzio idrico - i rumors più pressanti ci avevano portato ulteriori e sbalorditive novità.
 
Sembrava che il PD stesse trattando autonomamente il "governo di salute pubblica" con De Filippo. La contropartita tecnica per questo ingresso nella compagine di Governo consisteva - oltre alla poltrona di presidente del consiglio - in due assessorati importanti.
 
Per quanto incredibile questa versione poteva corrispondere ad un vero e proprio terremoto politico, molto più di una eventuale trattativa segreta per la sola poltrona di presidente del consiglio. 
 
Il voltafaccia del PD alla coalizione, con tanto di sposalizio con il sindaco De Filippo sarebbe stata un'impresa titanica, incomprensibile anche per chi è abituato alle peggiori nefandezze politiche.
 
Ma non vi è stato tempo di concludere perché questa interessante manovra perché è arrivata - come un fulmine a ciel sereno - la notifica del ricorso dei consiglieri non eletti nei confronti di coloro i quali sono stati eletti con l'attribuzione del premio di maggioranza alla coalizione di centro sinistra. 
 
Dopo il BLUFF del quasi sindaco Peppe Razzano di ieri (LEGGI QUI), non poteva mancare quello del (forse fu) sindaco  Andrea De Filippo.
 
De Filippo, secondo quando da più parti riportato, aveva garantito che lui non era d'accordo. Ma risulta poco credibile che fosse all'oscuro della manovra. 
 
Quanto è stato utile questo colpo di scena? A parere di molti gli si sta ritorcendo contro, visto che ha avuto l'effetto di ricompattare il centro sinistra che - anche se per poco tempo - aveva pensato di poter avere un interlocutore affidabile.
 
E invece adesso tutto è in mano al TAR, visto che i non eletti per la mancata attribuzione del premio di maggioranza al sindaco De Filippo hanno pensato bene di opporsi a tale scelta.
 
Ma il TAR non è la sola Giurisdizione che potrà essere tirata in ballo nel corso della seduta odierna del consiglio. Resta da dirimere anche un'altra importante questione relativa alla convalida degli eletti e della Giunta.
 
Infatti il segretario titolare (o supplente) dovrà proporre la domanda di rito circa eventuali pendenze in corso con l’ente, che costituiscono elemento ostativo per l'insediamento. A parte la condanna della corte dei conti a carico dell’attuale sindaco, di cui non si è più parlato ma che resta come un macigno sulle spalle del primo cittadino, ci sono anche altri precedenti dei quali si dovrà discutere.
 
Si ricorderà che il Segretario Comunale Cotugno, prima di andare via, aveva comunicato a tutti i consiglieri dell’amministrazione Cerreto l’intimazione a restituire parte delle indennità ricevute, a seguito della contestazione della violazione del patto di stabilità.
 
Siccome molti dei consiglieri eletti con l’ultima tornata elettorale rivestivano ruoli anche in quella amministrazione, bisognerà capire se è possibile convalidare o se si limiteranno ad una semplice alzata di spalle. 
 
Diciamo pure che, utilizzando metafore culinarie tanto care al sindaco, di carne sul fuoco ve ne è in abbondanza e qualcuno rischia di scottarsi sul serio. 
 
Anche se rimane sconcertante il livello al quale ci si è ridotti. Tutti pronti a riempirsi la bocca del "bene della città", ma nessuno disposto a mollare l'osso di un centimetro. Le trame tessute da questi incalliti tessitori di mirabolanti artifizi politici farebbero impallidire anche Cesare Borgia e il cardinale Richelieu.
 
E' pur vero che in questa città per il passato si è sperimentato di tutto (si parlava di un laboratorio politico) ma queste alchimie hanno ben poco della sperimentazione, avendo più il sapore del sotterfugio. Un po' come l'antico motto "Franza o Spagna, purché se magna".
 
Insomma per quanto noi ci si sforzi nell'interpretare al peggio una certa classe politica, non se ne pensa mai abbastanza male.  
bluff de filippo razzano ricorso tar dimissioni
© Riproduzione Riservata

POTREBBE INTERESSARTI

clicca qui per ridurre


ARTICOLI CORRELATI

Seguici


Per offrirti il miglior servizio possibile il giornale utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l’uso dei cookies.