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SLOT & DROGA | Rivelazione del pentito: i proventi dello spaccio di droga reinvestiti nelle 'macchinette'

07 / 05 / 2018

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Redazione

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Una intera famiglia che era riuscita a tornare nel business delle slot machine dopo un primo provvedimento giudiziario che aveva già portato al sequestro di immobili, conti correnti e società.  Un business della famiglia Marciano appoggiato dal clan Belforte - riferiscono i collaboratori di giustizia - avviato dal capofamiglia Vincenzo Marciano, indagato a piede libero nell'inchiesta che ha portato oggi a 11 arresti.

SLOT E DROGA - E' il collaboratore di giustizia Antonio Farina a raccontare il legame tra Vincenzo Marciano, ed il clan dei Belforte. Secondo le rivelazioni di Farina siamo tra il 1991 ed il 1992 quando Vincenzo Marciano "ci propose di poterlo appoggiare nell'attività di imposizione dei videopoker, assicurandoci una quota dei proventi. Marciano è sempre stato un trafficante di droga, che acquistava a Napoli ed Acerra.

Per quello che so, rivendendola poi a Maddaloni. I proventi dell'attività di spaccio della droga a Maddaloni venivano poi investiti nell'acquisto di depositi ed appartamenti e in questa attività di noleggio delle macchinette videopoker. So che ha anche acquistato due o tre appartamenti, facendone uno solo, nei pressi del distributore di benzina dell'AGIP al centro di Maddaloni. Lui stesso mi ha riferito di aver effettuato questi investimenti. La notizia mi è stata anche confermata dal titolare di un'agenzia immobiliare il quale si era rivolto a me in quanto il Marciano non aveva voluto fargli alcun regalo per la mediazione nell'acquisto dell'immobile". "All'attività collaborano anche i figli di Marciano - prosegue Farina - i quali sono consapevoli che la loro attività è gestita con l'appoggio del clan e che a noi viene versata una percentuale sui guadagni. Uno di questi, Pasquale, è stato anche cresimato dalla mia convivente. In ogni caso, quando c'era bisogno del nostro intervento, Vincenzo Marciano mandava ifigli a casa mia per riferirmi i fatti. I figli di Marciano che partecipano all'attività del padre ed erano in contatto con il clan sono: Pasquale, Giuseppe, Michele, Alberto.

IL RUOLO DEI MARCIANO - Secondo il collaboratore di giustizia "Marciano distribuisce i videopoker a Maddaloni ma anche a Napoli, dove so che ha degli amici all'AcquaFlash". A Maddaloni ha gestito l'attività sempre con l'appoggio del clan. Tale appoggio consisteva nel fatto che noi mandavamo i nostri affiliati - come Nicola Loffredo, Rosario Campana, Nicola Martino, Andrea De Matteo (non indagati nda) ed altri - presso i vari bar ai cui titolari veniva imposto di rivolgersi al Marciano e di noleggiare da lui dei videopoker. Ricordo che presso taluni bar mandammo via un altro noleggiatore di videopoker, proprio per non ostacolare il monopolio di Marciano". Servizi per i quali il clan veniva ricompensato con "una percentuale sugli introiti" delle macchinette imposte.

 

 

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