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Roghi di rifiuti a Caserta e Casagiove, appello ai sindaci

16 / 06 / 2017

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Redazione

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L’attenzione che l’opinione pubblica sta ponendo sulla “Questione Biodigestore” a Caserta è giusta e sacrosanta, e non bisogna assolutamente abbassare la guardia. Ma troppo spesso sorvoliamo su azioni delinquenziali come quelle che vengono perpetrate puntualmente nelle periferie della città di Caserta o dei comuni limitrofi. 

Già nel 2003, denunciai l’insana pratica dell’utilizzo del fuoco per sciogliere la plastica dai cavi di rame rubati chissadove, attività che puntualmente si svolgeva nelle aree di campagna vicino alla zona Petrarelle. Grazie all’azione della Polizia Municipale riuscimmo a monitorare la zona, così da dissuadere quei delinquenti che agivano da troppo tempo indisturbati e che proprio attraverso la loro attività criminale, minavano la qualità dell’ambiente e la salute pubblica. 

Nel tempo episodi simili ce ne sono stati, anche se fortunatamente si tratta ancora di casi isolati. Ma ancora oggi si registrano sversamenti di rifiuti sulle nostre colline, a cui ogni tanto viene dato fuoco, e ultimamente sembra che ci sia una forte recrudescenza di questa ignobile pratica. 

Mi arrivano, infatti, segnalazioni di incendi dolosi che si ripetono quasi con cadenza fissa nella zona che è di confine tra i comuni di Caserta e Casagiove, lì dove finisce la zona denominata Cuccagna e comincia quella di San Leucio. Le foto che mi sono state sottoposte evidenziano lo stato di abbandono in cui versano quei luoghi, la presenza di pneumatici e di altro materiale di risulta caratterizza quel tipo di rifiuto come speciale, ma ancora più pericoloso perché combusto. 

Le aree in questione devono essere assolutamente bonificate e monitorate, considerato che troppo spesso delinquenti ricorrono ad incendiare i rifiuti sversati per evitare che si possa risalire a loro e sia per ridurne il volume per far spazio così a nuovo materiale. Mi appello perciò al sindaco di Caserta Carlo Marino ed a quello di Casagiove Roberto Corsale, affinché, ognuno per il proprio territorio di competenza, avviino le operazioni di bonifica e di monitoraggio, considerati i danni all’ambiente ed alla salute dei cittadini che possono derivare da certe attività fuorilegge oltreché dall’attuale stato dei luoghi.

Edgardo Ursomando Commissario Provinciale dei Verdi

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