Continua a seguire NOI CASERTA anche sui Social Network

LA RUBRICA | 'Da Donna a Donna' - La vera forza per vivere e per rinascere spesso risiede nell'altruismo

12 / 01 / 2020

|

Anzia Cardillo

Stampa l'articolo


Invia l'articolo


La storia che sarà raccontata oggi, in questo spazio dedicato alla rubrica “Da donna a donna” è un po’ diversa dalle altre perché non è una storia di violenze o di disagio come quella raccontata la settimana scorsa ma comunque una storia di grandi sofferenze. La lettera che ci è pervenuta contiene una testimonianza toccante di una donna che ha dovuto fare i conti con uno dei nemici più temibili che un essere umano possa incontrare durante il corso della propria esistenza: la perdita prematura di alcuni suoi cari.  La protagonista della storia di oggi lancia, però, un messaggio davvero singolare, di grande forza ma soprattutto di “altruismo”. 

Fin dalle prime righe ciò che traspare è un grande senso di rassegnazione e infatti la lettera inizia così: “Già da piccola sono stata colpita da gravi perdite, come quella di due fratellini che persero la vita a distanza di due anni l’uno dall’altro. Io avevo appena otto anni e li ho portati sempre dentro di me conservando di loro un ricordo dolcissimo. All’età di 25 anni persi anche mia madre, mentre eravamo a festeggiare il suo compleanno e anche quello per me fu un duro colpo. Io ero già sposata e avevo due sorelle che vivevano ancora con mio padre e, nonostante i miei impegni di mamma e moglie, facevo di tutto per passare del tempo con loro, invitandoli spesso a casa mia  per alleviare la  perdita di nostra madre. Pensavo che unirsi nel dolore sarebbe stata la cosa migliore per tutti!
Non avevo però la benché minima idea del fatto che, di lì a qualche anno avrei perso anche mio padre poco più che cinquantenne. Da quel momento in poi, perciò, divenni quasi la madre delle mie sorelle perché la sofferenza che provavo per la morte di mio padre non era solo dovuta alla sua scomparsa ma anche al pensiero di ciò che stavano provando, in quel momento, le mie sorelle dopo che era morto l’unico genitore che avevano ancora in casa. Passarono alcuni anni ed io mi sentivo serena, ero felice con mio marito e i miei figli e le mie sorelle erano ormai parte del mio nucleo familiare. Purtroppo questa mia tranquillità durò per poco: la mia sorella più giovane che aveva meno di trent’anni perse la vita durante un banale intervento. Mi rifiutai di vederla! Sentivo che per me era davvero la fine. Non trovavo più la forza per reagire perché il mio carico di sofferenze era ormai pesantissimo. Per mesi mi svegliavo ogni giorno incredula dell’accaduto. Mi chiedevo perché non trovavo la forza per far fonte a questo nuovo dolore. Mi stavo abbandonando. Non riuscivo neanche più a tenere in ordine la mia casa come un tempo e tantomeno ad aver cura di me. Mi stavo ripiegando su me stessa e più mi chiudevo nel mio dolore più lo stesso aumentava fino a raggiungere dimensioni enormi. Un giorno però, vidi un bambino disabile in carrozzella e sua madre che lo portava a passeggio con orgoglio per le vie del centro. D’ un tratto fui assalita da un grande desiderio: aiutare il prossimo e cercare  di migliorare la vita dei meno fortunati. Fu così che decisi di dedicarmi ad opere di volontariato e lo faccio   assiduamente. Inizialmente temevo di non poter conciliare i miei impegni domestici con questo tipo di attività, ma il tempo che trascorro in queste strutture mi procura un grande senso di benessere e di tranquillità da farmi affrontare meglio anche le fatiche quotidiane. Ormai sono diversi anni che ho preso la decisione di essere una volontaria e mi sento sempre meglio perché ho realizzato fino in fondo che aiutare gli altri  è di aiuto anche chiunque compia questi atti a mantenere il proprio equilibrio psichico. Spero che la mia testimonianza possa servire ad altre donne che, nonostante i loro impegni di familiari sentano la necessità di dedicarsi a qualunque attività che possa rafforzarle nello spirito”.  

rubrica da donna a donna VIOLENZA donne
© Riproduzione Riservata

POTREBBE INTERESSARTI

clicca qui per ridurre


ARTICOLI CORRELATI

Seguici


Per offrirti il miglior servizio possibile il giornale utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l’uso dei cookies.