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CAMORRA & PENTITISMO | Il boss tenta il suicidio in carcere

21 / 02 / 2018

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Antonio Bruno

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Salvatore Belforte ha tentato il suicidio in carcere dopo aver appreso della decisione della Dda di revocargli lo status di collaboratore di giustizia per non aver detto la verità relativamente alla scomparsa di Anna Gentile. Il particolare emerge dai verbali del pentito Vincenzo D’Ambrosio che, nell’ottobre scorso, ha parlato coi magistrati della Dda raccontando quello che era a sua conoscenza sul boss dei Mazzacane.

“La situazione - racconta il collaboratore di giustizia è peggiorata dopo che Salvatore Belforte, dopo un colloquio con l’avvocato, durato tutta la mattinata, nel quale l’avvocato lo invitava ancora una volta a dire la verità, e gli comunicava che se gli avessero revocato il programma lui non avrebbe potuto più difendere, ha trascorso un intera giornata in cella senza uscire e poi la notte ha tentato il suicidio. Io penso che lui avesse avuto questa reazione anche perla notifica di un provvedimento di isolamento diurno per 18 mesi che gl era stata effettuata in quel stessi giorni".

Poi D'Ambrosio racconta quei drammatici momenti: "Mi sono svegliato durante la notte per il tonfo di uno sgabello che cadeva e mi sono accorto che lui s era impiccato e mi sono prodigato con le guardie penitenziarie a sollevarlo ed a garantire che lui potesse esser curato e salvato. Dopo tale episodio dopo che lui è stato ricoverato in ospedale pensavo di non avere già rapporti con Salvatore Belforte, anzi avevo chiesto anche di essere destinato ad altra cella, anche perché io ero veramente vittima di Belforte, che avevo denunciato alle guardie penitenziarie. ;a una volta tornato dall’ospedale mi è stato chiesto di fare il piantone h24 a Belforte, anche nella sezione psichiatria dove sono dovuto andare senza suppellettili. Sono stato un a settimana chiuso in cella, si usciva solo per consentire a Salvatore di essere visitata e di fare le telefonate coi familiari”.

 

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