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I cittadini si mobilitano in difesa dell’ospedale, nasce il comitato civico

21 / 02 / 2017

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Valentina Martinisi

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“Uniti per la difesa dell’ospedale A.G.P. di San Felice a Cancello e per la tutela del diritto alla salute”. E’ questo il nome che i cittadini della Valle di Suessola hanno voluto dare al comitato civico costituito in modo spontaneo per la difesa dell’ospedale A.G.P. di San Felice a Cancello e per la tutela del diritto alla salute. Come si sa, nel nuovo Piano Sanitario Regionale vengono disattesi tutti i punti discussi, definiti e ufficializzati precedentemente per l’ospedale di San Felice a Cancello. Nel nuovo Piano l’ospedale A.G.P. di San Felice a Cancello viene addirittura definito ‘stabilimento annesso a Maddaloni’. “Dopo che per il presidio suessolano era stato individuato e definito un ruolo preciso, con tanto di posti letto e funzioni chiare, si pensava che la “via crucis” per la struttura fosse definitivamente finita e si desse concretamente seguito a tutto quello indicato e definito – dichiarano dal comitato civico - Invece si è fatta melina, e non si sa e non si capisce come, ancora una volta la storia viene stravolta, guarda caso, sempre a discapito dell’A.G.P. I tecnici della sanità regionale, gli esperti, gli staffisti, che hanno lavorato al nuovo Piano Sanitario avranno forse avuto qualche sussurrio particolare nelle orecchie? E i politici, locali dov’erano? Rappresentanze istituzionali di rilievo. Forse erano distratti o troppo impegnati a seguire cose più importanti, o probabilmente all’oscuro che il nostro è un territorio bistrattato, martoriato, privato di tutto, che meritava tutta l’attenzione e la difesa possibile? Probabilmente qualcun altro, più attento e con a cuore altri territori, altre comunità, con astuzia, approfittando dell’assenza e dell’abbandono, ha mosso le giuste pedine per dare il colpo di grazia all’ultima struttura ancora in vita del nostro territorio, l’ultimo baluardo di riferimento per la tutela del diritto alla salute, che conta un bacino di circa 45mila persone, senza contare il bacino di altre circa 25mila persone di comunità confinanti del beneventano che trovavano il primo soccorso più vicino proprio nel presidio sanitario suessolano. Probabilmente, con questa operazione San Felice a Cancello e tutto il bacino della Valle di Suessola potrebbe perdere, dopo al pronto soccorso già smembrato, anche l’attuale PSAUT 118, l’unico punto di primo soccorso rimasto e l’Unità di Cardiologia con l’annessa riabilitazione. A tutto questo non ci stiamo più e diciamo basta! Per difendere il diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione, il Comitato, oltre a chiamare alla mobilitazione tutta la cittadinanza, approverà un documento, che sarà inviato a tutti gli organi competenti, in cui si chiede il rispetto dei punti precedentemente individuati e ufficialmente definiti, dando un seguito concreto per la loro effettiva realizzazione; il mantenimento dell’attuale presidio sanitario così com’è, oltre alla possibilità di potenziare altri servizi utili per la salute del cittadino”.

 

 

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