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Manda messaggi ai familiari per intimidire i testimoni. Ecco qui i fatti

18 / 11 / 2017

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Redazione

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Non capita raramente che sono rari i casi in cui si è scoperto che tramite incontri con i familiari, rei detenuti, parlando in modo non chiaro, lasciavano codici sul da farsi per influenzare testimoni in in processo. Questo è il caso di Cozzolino che presso la Procura di Santa Maria Capua Vetere si è opposta alla richiesta di rientro in provincia dell’imputato  sanfeliciano riferendo ai magistrati che i giorni 5 e 7 ottobre nel carcere di Santa Maria egli avrebbe chiesto ai figli di contattare vari soggetti per far emergere il “fatto della motocicletta” del “capo della segreteria di Alfano”. Cioè in parole povere l’intenzione sarebbe quella di far dichiarare ad un loro conoscente che il segretario di Alfano, definito peraltro in modo spregevole, avesse acquistato una motocicletta senza aver pagato alcunché. Ed addirittura il Pubblico Ministero afferma di aver compreso che tale testimone sarebbe stato picchiato per testimoniare ai danni del Segretario del Sottosegretario della Difesa. Ciò sarebbe emerso dalle parole della figlia Andreana “Si è messo a disposizione. lo trascinarono per tutta…”. Gerardina Cozzolino, inoltre, ha riferito ai giudici che, in un altro colloquio con il figlio, De Lucia avrebbe chiesto notizie di una Fiat 500 senza capire il motivo di un tale interesse, riuscendo invece nel colloquio a capire un nome: Costantino. Molto probabilmente dovrebbe riferirsi a Costantino Capaldo, Presidente del circolo di Campania Futura di Casapesenna (suo grande amico),  il quale avrebbe dovuto contattare la sua squadra al fine di far cadere le accuse rese dal Sottosegretario Alfano in merito alla richiesta di trasferimento di due militari della compagnia di Maddaloni che indagavano su di lui.
Un’altra accusa notevole fatta dalla Cozzolino sarebbe quella secondo cui l’ex primo cittadino ricevesse varie somme di danaro da parte di estranei tramite familiari. Ciò emerso in quanto Pasquale De Lucia con la figlia Andreana si sarebbe lamentato del fatto che l’ex consigliere Clemente Biondillo avesse fatto portare solo 500 euro invece dei 5mila previsti. Quindi all’interno della cella De Lucia riceve anche un pizzino? Ma tale accusa è però priva di prove dato che la stessa polizia penitenziaria ha dichiarato di non aver trovato né biglietti e né somme di danaro all’interno della cella. Questa resta solo un’ipotesi della Procura.
Le accuse del Pubblico Ministero sono molto forti ed ovviamente potrebbero influire notevolmente sulla condotta dell’imputato. Nei fatti però una cosa è certa; Pasquale De Lucia ancora non potrà essere trasferito in provincia.

 

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