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BOTTE AI GIORNALISTI | L'aggressione nella cava. Arrivano le scuse del 'picchiatore': "Ho sbagliato"

14 / 01 / 2020

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Redazione

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Una troupe dell' agenzia giornalistica di produzione di servizi per telegiornali, Videoinformazioni, è stata aggredita a San Felice a Cancello. I reporter si erano recati per documentare le operazioni di vigili del fuoco e polizia Metropolitana che hanno scoperto in una cava in disuso un vero e proprio ‘lago di rifiuti', alla località Tavernole.

Giunti sul posto i due giornalisti, l’operatore video Alessandro Jovane ed il responsabile dell’agenzia Pierpaolo Petino, sono stati avvicinati da alcune persone presenti all’ingresso della rimessa che ospitava la cava spintonati e presi a pugni.

Per Jovane, raggiunto da un pugno al volto, è stata chiamata un’ambulanza che lo ha condotto nel vicino ospedale di Maddaloni. Contattato al telefono dall’ANSA Jovane ha spiegato di essersi mosso verso gli aggressori per soccorrere Petino spinto a terra da uno dei presenti ma di essere stato colpito appena arrivato in prossimità del gruppo.

LE SCUSE - Dopo l’aggressione, arrivano le scuse. Domenico De Rosa, 21 anni di San Felice a Cancello, figlio e nipote dei titolari del terreno adiacente l'ex cava, che ha aggredito i 2 giornalisti.

Chiedo scusa a questi giornalisti, non sono un violento, ho reagito male a causa della tensione - si legge in una nota diramata ai giornali -Li ho invitati più volte ad uscire dalla mia proprietà ma mi hanno risposto in modo provocatorio. Si spostavano di poco e dicevano ‘qui sto bene?’. Non è da me fare una cosa del genere ma in un solo giorno abbiamo subito una grande pressione, c’era tanta gente e tanta attenzione su una problematica di cui da diversi anni si conosce l’esistenza e ben antecedente l’acquisto del terreno da parte nostra. Mi volevo scusare dal primo momento con questi due operatori dell’informazione, ma non ci sono riuscito, è la prima volta che mi accade una cosa del genere, ho visto concentrarsi tutto sulla mia famiglia e ho sbagliato e lo ripeto chiedo scusa per l’accaduto a Pier Paolo Petino ed Alessandro Iovane”.

IL SEQUESTRO - L’area è stata posta sotto sequestro circa un mese fa, nell’ambito di indagini avviate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere ed eseguite dalla Polizia metropolitana di Napoli. Sono in corso ulteriori verifiche per determinare la natura dei rifiuti stipati ed eventuali conseguenze derivanti dallo stoccaggio abusivo, quali il possibile inquinamento delle falde. Sono inoltre in corso accertamenti anche sulla proprietà della cava e dell’invaso.

Le analisi delle acque si stanno svolgendo in collaborazione con l’Arpac per verificare eventuali presenze di sostanze tossiche, la loro provenienza ed eventuali infiltrazioni nella falda acquifera. Nel corso delle attività sono stati ritrovati rifiuti di ogni genere, inclusi elettrodomestici ed enormi quantità di plastica, materiali di risulta e amianto.

 

 

LAGO RIFIUTI san felice a cancello
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