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Santa Maria Capua Vetere si ribella alla criminalità. La Capacchione lunedì dal ministro per salvare il tribunale

18 / 05 / 2013

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Sofia Papale

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Si è tenuto stamattina il consiglio comunale aperto sui temi della legalità e della sicurezza, nella maestosa cornice del teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere. Presenti all’evento rappresentanti delle istituzioni giudiziarie e dell’ordine forense, le forze dell’ordine, le associazioni dei commercianti e antiracket, i parlamentari e i consiglieri regionali della provincia,  i consiglieri provinciali espressi dalla città, le scuole e i cittadini. Nella relazione introduttiva, il sindaco Biagio Di Muro ha voluto sottolineare che questo incontro “nasce come risposta compatta da parte di tutte le parti politiche ai recenti episodi criminosi avvenuti nella città, i quali hanno evidenziato un’insicurezza sociale generalizzata, nonché il decadimento dei valori della giustizia e del rispetto delle istituzioni”. “Desideriamo che il Comune sia il presidio sociale di legalità, è nostro dovere rappresentare in questo consiglio comunale la voce di coloro che chiedono una pubblica sicurezza” ha aggiunto il sindaco, il quale ha proposto: “Si dovrà operare affinchè la presenza della polizia municipale diventi più capillare, affinchè l’università sia integrata nel ruolo della città. Santa Maria Capua Vetere non deve essere conosciuta  per le bombe, i delitti e le inchieste televisive, ma per il Mitreo, l’Anfiteatro, per la sua importanza come città d’arte”. Alla fine del suo intervento Di Muro ha apertamente espresso il suo disaccordo verso “la legge sullo spacchettamento” del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, chiedendo ai deputati di rivederla in quanto legge senza risorse. Significativo l’intervento di Pina Picierno parlamentare della Repubblica: ”Legalità per tutti noi deve essere fiducia che le cose debbano funzionare in maniera normale, chi ha il desiderio di aprire un attività commerciale o partecipare ad un concorso dovrebbe avere la certezza di poterlo fare tranquillamente, con la sicurezza di essere trattato come tutti gli altri”. La giovane parlamentare ha parlato anche dell’ostacolo che rappresenta il clan dei Casalesi per la nostra terra e della necessità di combattere per ridare alla provincia quello che le è stato tolto impropriamente. Tale argomento è stato ripreso dal vice presidente della provincia di Caserta, Gianpaolo Dello Vicario: “Unendoci possiamo comprendere l’entità dell’organizzazione malavitosa e il legame economico della malavita organizzata, che tende ad assoggettare i territori, a volte addirittura in accordo con rappresentanti collusi delle istituzioni”. Attesi anche i contributi  dell’onorevole Carlo Sarro, vicepresidente della commissione giustizia della camera e della senatrice Rosaria Capacchione, che ha voluto soffermarsi sull’errore di valutazione fatto con il decreto legislativo 155 del 7/9/12 sul Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che ha considerato il Tribunale come sub-provinciale. Un disegno che non ha nulla a che vedere con la realtà territoriale e che prevede di svuotare un Tribunale antico ed efficiente come quello di Santa Maria Capua Vetere per riempire un Tribunale che ancora non esiste, da ubicare a Napoli nord. Lunedì la Capacchione  incontrerà il Ministro della Giustizia Cancellieri e esporrà la specificità di questo problema. 
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