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Denunciato il titolare di un autosalone: il giallo dell'auto venduta 'senza traccia'

28 / 04 / 2016

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Valentina Martinisi

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Il proprietario di un noto autosalone di Santa Maria Capua Vetere è stato denunciato alla guardia di finanza di Capua e alla Procura della Repubblica per una vicenda, quanto meno sospetta, legata all’acquisto e all’immediata vendita di un’automobile, da parte di una signora di Santa Maria Capua Vetere. Nel mese di luglio 2015 la donna fece una proposta d’acquisto per una Citroen C3 nuova e il 31 agosto venne stipulato il contratto, pattuendo il prezzo di 13.378 euro. Il 29 ottobre la signora consegnò un assegno con l’intera cifra concordata direttamente al proprietario dell’autosalone che, al momento, non rilasciò alcuna fattura all’acquirente. In contemporanea al pagamento la signora dichiarò al proprietario della concessionaria che non voleva più l’automobile e chiese allo stesso di rivenderla. L’uomo accettò, riferendo che avrebbe trattenuto 1.000 euro come provvigione per la vendita. Dopo 3 settimane la signora venne contattata e le dissero che l’auto era stata venduta e che le sarebbe quindi stato versato l’importo di 12.378 euro. Passano i giorni ma non viene fatto nessun versamento sul conto della signora che, a questo punto, chiede al venditore notizie. L’uomo riferisce che la persona che avrebbe riacquistato la C3 aveva subito un furto e stava aspettando il risarcimento per poter pagare l’auto. La donna chiede un contatto del nuovo acquirente ma non le viene mai dato. E’ a questo punto che la signora comincia a sospettare che qualcosa non vada per il verso giusto e infatti, da questo momento, il tutto si complica. Il 9 dicembre vennero versati sul conto dell’acquirente, tramite un bonifico, soltanto 2.000 euro, quindi oltre 10mila euro in meno a quanto concordato. Da qui una serie di bonari tentativi fatti in prima persona dalla signora e poi dal marito, per ottenere la restituzione dei propri soldi e poi ulteriori tentativi fatti dal legale nominato dalla donna, ma nessuno andato a buon fine, nonostante le promesse del proprietario dell’autosalone di versare l’intera cifra stabilita alla signora, seppure in tempi più lunghi. Ma la vicenda si complica ulteriormente quando la donna scopre, facendo una visura al Pra di Caserta, che nessuna Citroen C3 le era mai stata intestata. Ciò vuol dire che chi ha acquistato l’auto ha effettivamente acquistato un veicolo nuovo, con conseguente doppio guadagno per la concessionaria: i 1000 euro versati dalla signora come provvigione di vendita e il guadagno di vendita di un’auto nuova di zecca. Alla povera signora non è rimasto altro da fare che denunciare tutto alla guardia di finanza di Capua e alla Procura della Repubblica, presso il Tribunale Civile, per appropriazione indebita. Ultimo colpo di scena del venditore è stata la telefonata effettuata il 14 marzo del 2016 al legale della signora, da parte di un fantomatico amico avvocato, per comunicare che dopo qualche giorno la signora avrebbe ricevuto l’accredito con la metà della cifra dovuta e che avrebbero cercato un accordo per la restante parte. Ad oggi la donna non ha ricevuto nessun accredito e del proprietario dell’autosalone nemmeno l’ombra.

 

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