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Sfiducia al sindaco, Rauso: ‘Un atto meschino’

12 / 12 / 2015

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Redazione

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato a firma dell’ex consigliere comunale di Santa Maria Capua Vetere, Gaetano Rauso: “In questo ultimo periodo sono stato più volte contattato da esponenti della stampa o da amici che volevano conoscere il mio parere in merito agli ultimi avvenimenti  che si sono verificati nella città di  Santa Maria Capua Vetere. Come è noto a coloro che hanno seguito il mio impegno politico,non è mia abitudine esprimere giudizi sulle persone,quello che mi interessa è analizzare i fatti e le ragioni che  determinato le decisioni, seppur non condivisibili, assunte dalle persone. Dopo più di quarant’anni che presto  servizio nella Pubblica Amministrazione, sono sempre più convinto che è necessario che si modifichi la legge che disciplina l’elezione del Sindaco e del Presidente della Provincia, al fine di porre un argine al malgoverno  delle Autonomie Locali e scongiurare che si continui ad assistere a fenomeni di trasformismo dettato solo da interessi personali, riducendo le Pubbliche Assise in un mercato delle vacche. La situazione è degenerata con la mozione di sfiducia firmata da 14 consiglieri comunali. Alcuni avevano tutte le ragioni per farlo, altri non credo ne avessero. In ogni caso le decisioni assunte sono irrevocabili e vanno rispettate. Purtroppo questa situazione, proprio a causa di una legge Elettorale, che permette ad ogni consigliere di essere un Partito a se stante, si è verificata in molti comuni. Io penso che lo scioglimento del Consiglio comunale e l’avvento di un Commissario prefettizio non sia mai una cosa buona per una città che vive questa situazione. Mi dispiace che alcuni dei Consiglieri firmatari che, più volte,avevano  espresso giudizi categoricamente negativi sulla possibilità di firmare una mozione di sfiducia, proprio quando si era palesata la possibilità di attuare qualche punto di un programma ambizioso  con scuse meschine, oggi cerchino di giustificare il loro operato, adducendo, addirittura, ragioni che non stanno né in cielo né in terra. La loro decisone ha impedito di dare attuazione a progetto di grande interesse per la città: il ripristino del doppio senso in via Consiglio d’Europa, la questione della speculazione nella ex Italtel, la questione del Campo Sorbo, ecc…… Accusare i componenti della famiglia Di Muro, specialmente l’avv. Nunzia, di ingerenze nell’amministrazione, è a dir poco meschino. Infatti l’unica ingerenza che vi è stata, fin dal nascere dell’amministrazione  di Biagio Di Muro, Martucci e Stellato è  quella di aver voluto ricordare gli impegni presi con l’elettorato al fine di determinare una svolta nella gestione della “cosa pubblica”. Ciò era un dovere per  coloro che hanno lottato contro chi, negli anni   ha portato Santa Maria in queste disastrate condizioni ed alla ribalta delle cronache giudiziarie. La Famiglia Di Muro aveva il dovere di riscattarsi da quel passato che l’ha coinvolta operando per creare nuovamente sviluppo e vivibilità in santa Maria. Se vi fosse stato questo potere da parte di Don Nicola e di Nunzia, non si sarebbero, certamente, verificati i disastri  a cui abbiamo assistito. L’ex Sindaco ha avuto paura di perdere la poltrona, quindi ha tradito la sua famiglia e chi lo ha portato a sedersi su quella poltrona nella speranza di cambiare il destino di una città e di riscattare, magari, gli errori del passato. A me consta in prima persona che questa è la pura realtà. Poi mi potrò sbagliare, ma credo che questa sia l’unica verità. Alcuni commenti fegatosi  contro le persone sono fuori luogo e, spero, che nella prossima tornata elettorale agli elettori si propongano persone valide che guardino solo agli interessi della città. Quelli che hanno sbagliato, che non sanno amministrare, che non hanno a cuore il bene del Popolo e della città, abbiano il buon gusto di starsene a casa. Io lo farò solo perché mi ero illuso che si potesse cambiare ed ho sbagliato in questo. Spero che questa città abbia un destino migliore di questa realtà che sta vivendo. 

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