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Scandalo alla Reggia. Monta la polemica, Caputo: «Sacrosanta l’indignazione del ministro »

08 / 06 / 2015

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Redazione

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Scandaloso che domenica mattina a centinaia di turisti sia stato impedito di accedere alla Reggia di Caserta per una assemblea sindacale. E’ accaduta una cosa inconcepibile e di una gravità assoluta, una cosa simile non sarebbe stata permessa in nessun altro paese. Va bene tutto, sono il primo a difendere i diritti di chi lavora, dico anche che le rivendicazioni dei sindacati sono sacrosante, non è più possibile tenere la Reggia senza controlli in balia di venditori di ogni genere, ma lasciare fuori da uno dei monumenti più importanti d’Italia turisti venuti da ogni parte del mondo è aberrante. Dunque è più che giustificata l’irritazione del Ministro Franceschini che considera l’episodio un danno all'immagine di tutto il Paese”. Lo ha dichiarato Nicola Caputo Parlamentare europeo del Pd Gruppo S&D  “La scelta di convocare una assemblea la domenica mattina a ingresso gratuito, proprio nell’orario di maggiore affluenza, rappresenta un vero e proprio sabotaggio che danneggia non solo l’immagine dei nostri beni culturali ma della Campania e addirittura del Paese. Non si può tenere turisti per ore sotto il sole ad attendere la conclusione di assemblee sindacali. Si deve cambiare registro, i nostri beni culturali devono essere gestiti come all’estero: fondi pubblici ma il contributo di risorse private che consenta di amministrare i siti con logiche d’impresa. Si tratta dello stesso metodo utilizzato da migliaia di istituzioni culturali in tutto il mondo – spiega Caputo – un metodo che potrebbe essere applicato alla Reggia di Caserta ma anche a Pompei dove non sono mancati incresciosi episodi come quello di ieri. Quanto è avvenuto in Campania in questi anni non è più sostenibile. – conclude Caputo - Gravi ed evidenti colpe ricadono anche sulla non gestione dell’assessorato regionale al Turismo e ai Beni Culturali , impegnato a spendere fondi per ogni cosa tranne per tutelare e rendere ‘fruibili’ i beni culturali del territorio. E’ giunto il momento di cambiare regole e comportamenti vanno concepite misure definitive affinché ciò che è accaduto non abbia più modo di ripetersi”.

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