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SESSO AL COMUNE | L’elenco dei 'professionisti' che hanno pagato Di Bona in natura. I NOMI

19 / 01 / 2019

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Redazione

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Cinque uomini sarebbero queste le persone cadute nella rete di favori sessuali messa in atto da Antonio di Bona, dipendente dell’ufficio tecnico di Castel Volturno, coinvolto nell’inchiesta scandalo che ha portato agli arresti della scorsa settimana. L’ordinanza e la grande mole di informazioni raccolta dai carabinieri della Compagnia di Mondragone nel corso delle indagini dimostra che l’ormai arcinoto rapporto orale consumato il 30 dicembre 2016 e intercettato non fu è un evento isolato.

Per le stanze dell’ufficio tecnico del Comune di Castel Volturno sarebbero passati, stando alle indagini, cinque uomini che avrebbero soddisfatto sessualmente il dipendente, ovviamente dietro ricompense legate alla sua attività. Ci sono anche nomi noti, come quello di un professionista che ottenne la nomina di un tecnico, al prezzo di qualche “toccatina”.

Ma in quelle stanze se sono successe davvero di tutti i colori nel periodo di tempo preso in esame dalle indagini: proprio in Comune sarebbe stato consumato infatti addirittura un rapporto anale tra due, con la promessa di rivedersi all’esterno. Intanto il dipendente gli aveva sistemato una pratica edilizia diventata regolare grazie a un certificato ad hoc. 

Altri due uomini erano stati, invece, protagonisti di rapporti orali o pratiche autoerotiche, sempre in cambio di favori. Con uno di loro il dipendente provò a organizzare anche un weekend in Abruzzo. Nessuna delle persone coinvolte in queste tresche, ad eccezione del dipendente, risulta indagata dalla Procura.

Palpeggiamenti delle parti intime, masturbazioni, rapporti orali e anali consumati all’interno del Comune e, occasionalmente, anche fuori.

Gli episodi elencati sono tanti.

Da parte di Nicola D’Agostino, Di Bona otteneva favori sessuali consistiti da parte dello stesso D’Agostino nel farsi toccare i genitali, farsi masturbare o farsi praticare rapporti orali all’interno degli uffici comunali nelle occasioni in cui vi si recava per trattare con Di Bona una pratica di condono/sanatoria.

Stesso discorso per Rocco Fittipaldi, che pure si prestava a palpeggiamenti, masturbazione e pratica di rapporti orali da parte di Di Bona, nonché alla promessa di trascorrere insieme un weekend a Roccaraso, come forma di remunerazione per l’esercizio abusivo e criminoso da parte di Di Bona delle sue funzioni amministrative.

Identico modus operandi quello attuato con l’architetto Giovanni Rotondo, il quale, in cambio dei palpeggiamenti delle parti intime ai quali si prestava, otteneva dal Di Bona la nomina professionale di tecnico di parte in alcune pratiche e il conseguente incremento della sua clientela.

Il favore sessuale era ancora più impegnativo nel caso di Giuseppe Antricetti, che in cambio dell’inserimento di un falso certificato di inizio e fine lavori per far risultare apparentemente in regola una pratica edilizia conclusasi con il rilascio del permesso di costruire in sanatoria, si prestava alla pratica di rapporti anali all’interno degli uffici comunali con la promessa di ulteriori favori sessuali da consumare all’esterno dell’ufficio.

Solo palpeggiamenti in cambio di una “sistematina” ai documenti della sua pratica edilizia, invece, per Antonio Cacciapuoti, ma anche in questo caso con la promessa di ulteriori favori sessuali da consumare all’esterno.

Non solo atti sessuali, però, erano la merce di scambio prediletta da Antonio Di Bona per concedere favori rispetto alle pratiche comunali da lui gestite.

Quanti non accettavano di corrispondere la corruzione nelle modalità di cui sopra, ricompensavano Di Bona con principalmente con l’accredito di laute ricariche telefoniche, dai 20 agli oltre 100 euro, come nel caso di Giuseppe Fiore, Daniele Papararo e Carmine Brancaccio, o con la corresponsione di somme di denaro che andavano dai 250 a 700 euro, come nel caso di Wladimiro Saltelli e Marco Caimano.

sesso comune castelvolturno
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