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RUSSIAGATE | L' avvocatessa casertana che sta facendo tremare Donald Trump

18 / 01 / 2018

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Redazione

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Il caso Russiagate si tinge di casertano. Un’inchiesta del Guardian rivela come nel mirino del procuratore speciale Robert Mueller, che da mesi dirige le indagini sulle presunte interferenze russe nelle elezioni presidenziali che hanno portato Donald Trump alla Casa Bianca, ci sarebbe anche una donna italiana. Si chiama Simona Mangiante, 33 anni, di Caserta, avvocato di diritto internazionale. Alle spalle una carriera settennale nelle istituzioni europee, all’Europarlamento, dove ha lavorato anche per Martin Schulz, attuale leader dei socialisti tedeschi.

Quale è il link che lega la giovane giurista alla mastodontica inchiesta sulle presidenziali del 2016? George Papadopoulos, fidato consigliere di Trump durante la campagna elettorale e poi nel team di transizione, già interrogato per il caso Russiagate e dichiaratosi colpevole lo scorso ottobre per aver mentito all’Fbi nella ricostruzione dei fatti. Fra i due c’è stata una duratura love story, ha dichiarato Mangiante ai cronisti del Guardian che l’hanno raggiunta a Roma. Il che, di per sé, avrebbe scarsa rilevanza. Se non fosse che a ottobre, mentre Papadopoulos veniva torchiato dal team di Mueller, un agente federale bussava alla porta della casa dei genitori dell’ex consigliere, dove si trovava anche la Mangiante. Alla giovane italiana, incredula, l’agente federale ha consegnato una richiesta formale del Dipartimento di Giustizia di presentarsi davanti al procuratore Mueller in persona. Lì, a Chicago, la Mangiante è stata sottoposta a un interrogatorio di ben due ore e mezza.

A trascinare nell’inchiesta, suo malgrado, la giurista casertana è stato un professore maltese, Joseph Misfud, già visiting professor alla Link Campus di Roma, che durante la campagna elettorale, secondo l’inchiesta di Mueller, ha fatto da intermediario fra Papadopoulos e alcuni funzionari russi sostenendo di avere “roba sporca” su Hillary Clinton e “migliaia di email” hackerate dai democratici. Alla Mangiante, scrive il Guardian, Misfud venne presentato nel 2014 da Gianni Pittella, il leader italiano del gruppo socialista all’europarlamento. Fu Pittella a consigliare alla Mangiante di andare a lavorare con il professor Misfud a Londra nel ‘prestigioso’ London Centre of International Law Practice. Dopo alcuni mesi di lavoro londinese con Misfud la Mangiante ha deciso di lasciare il posto, perché, ha detto al giornale inglese, non ha mai ricevuto una sterlina delle 2500 mensili che le erano state promesse. Al Guardian l’avvocata campana ha descritto Misfud come “una persona intelligente”, ma anche “subdolo, una persona difficile da leggere. Era vago su qualsiasi cosa, non rispondeva mai direttamente alle domande”. Per di più l’intero studio legale di diritto internazionale aveva l’aria di essere “finto” e “artificiale”.

Oggi la Mangiante, che nel frattempo ha interrotto la sua relazione con Papadopoulos, che durava dallo scorso marzo, è dunque parte dell’inchiesta Russiagate. Durante l’interminabile interrogatorio a Chicago dello scorso ottobre, fra le altre cose, le sono state rivolte decine di domande particolarmente attente alla sua vita privata con l’ex consigliere di Trump. Nel frattempo il misterioso professore maltese è sparito dai radar. Alla Link Campus di Roma non lo vedono da mesi, e per di più il London Centre of International Law ha chiuso i battenti.

Simona Mangiante russiagate donald trump
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