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CAMORRA & AFFARI | Le mani dei casalesi fino a Venezia: coinvolti anche un sindaco e professionisti

19 / 02 / 2019

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Redazione

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Colpo alla camorra infiltrata in Veneto. La Guardia di Finanza e la Polizia, coordinate dalla Dda di Venezia, stanno eseguendo 50 misure cautelari (47 in carcere, 3 ai domiciliari) e 9 provvedimenti di obbligo di dimora e di altro tipo come il divieto si svolgere la professione di avvocato. Sequestrati beni per 10 milioni. Gli arresti sono scattati all'alba tra le 4 e le 5 a Venezia, Casal di Principe, e in altre località del veneziano. I destinatari del provvedimento sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere di stampo mafioso e altri gravi reati. Tra gli arrestati il sindaco di Eraclea, Mirco Mestre. Coinvolti a vario titolo almeno un avvocato e dei commercialisti.

Ci sono anche un sindaco, un poliziotto, un avvocato e dei commercialisti, tra i 61 destinatari delle misure cautelari emesse dal gip. Il primo cittadino finito in manette è Mirco Mestre, che regge il Comune di Eraclea, località balneare nei pressi di Venezia; l’agente invece opera al commissariato di Jesolo. Le forze dell’ordine però sono giunte anche nell’agro aversano e in particolare a Casal di Principe dove risiedono alcuni destinatari del provvedimento, compreso il 52enne Saverio C.: tra le accuse contenute nel provvedimento anche associazione a delinquere di stampo mafioso.


L'INDAGINE E' stata condotta dal Gico del nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Trieste e dalla squadra mobile di Venezia. Dalle prime ore dell'alba sono impegnati per eseguire le misure cautelari oltre 300 uomini dello Scico della Gdf, dello Sco della Polizia e del nucleo di polizia economico-finanziaria di Venezia. I dati salienti dell'intervento saranno comunicati dal Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero de Raho e dal Procuratore Distrettuale di Venezia Bruno Cherchi in un incontro con la stampa alle ore 11,30. 
A coordinare l'inchiesta è il sostituto procuratore veneziano Roberto Terzo, mentre l'ordinanza con i provvedimenti restrittivi - oltre 1.100 pagine - è stata emessa dal gip Marta Paccagnella.  Le indagini coordinate dal dottor Terzo sono durate anni.

VENETO ORIENTALE Tra i filoni d'indagine anche l'ipotesi di rapporti con la politica e il voto di scambio, in particolare in rapporto con il clan dei Casalesi. Tutto ruoterebbe attorno al mondo dell'edilizia legato alle costruzioni lungo la costa adriatica veneziana, da San Donà di Piave a Bibione, Caorle e oltre. Decine di estorsioni per riscuotere crediti, truffe all’erario, armi. Secondo l'accusa, la Camorra si era infiltrata nel Veneto Orientale facendo affari e perfino garantendo i voti necessari all’elezione di un sindaco, quello di Eraclea.

IL PARTICOLARE  PIU' INQUIETANTE. A commissionare le estorsioni, per recuperare crediti, erano imprenditori e semplici cittadini, di quelli che si proclamano perbene, ma che non hanno avuto scrupoli nel rivolgersi alla malavita, invece che alle forze dell’ordine o alla magistratura, consentendo agli esponenti della Camorra, trasferitisi in Veneto, di radicarsi e rafforzare il loro potere, basato su violenza e intimidazione.

camorra e affari clan dei casalesi
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