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Sono del liceo Quercia di Marcianise gli studenti più imprenditori d’Italia

09 / 10 / 2013

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Redazione

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Uscire dalla crisi economica con idee imprenditoriali vincenti: con questo obiettivo gli studenti di 16 province italiane hanno presentato i loro progetti di impresa questa mattina a Palazzo Altieri, a Roma. La vittoria è andata la classe 5°E del Liceo Scientifico Quercia di Marcianise, mentre il progetto “La carovana della scienza” della classe 3A dell’Istituto Europa di Pomigliano d’Arco si è aggiudicato il secondo posto. La premiazione è stata il momento conclusivo del percorso didattico per le scuole superiori “L’impronta economica Teens”, seguito  in queste prime cinque edizioni da oltre 40.000 studenti di 32 differenti province italiane.  Tra gli oltre 100 progetti realizzati dalle classi, le diverse giurie locali hanno selezionato i 16 finalisti locali che oggi hanno esposto in diretta i loro business plan alla Giuria Nazionale, composta da rappresentanti del mondo accademico e dei media, rappresentanti degli insegnanti e delle istituzioni pubbliche e private (Presidenza della Repubblica, Miur, Ministero per lo Sviluppo Economico e la Coesione Territoriale, Provincia di Roma, Confindustria, Abi). Tutti i Business Plan hanno in comune una caratteristica fondamentale, presentano un progetto di impresa sostenibile, innovativo, socialmente utile e radicato sul proprio territorio di appartenenza realizzato dagli studenti con l’aiuto degli esperti di banca. Caratteristica dei programmi di PattiChiari, messi gratuitamente a disposizione delle scuole su tutto il territorio nazionale, è infatti la presenza di un tutor bancario a supporto degli insegnanti per affiancarli nell’insegnamento delle nozioni di base dell’economia e dell’uso consapevole del denaro, per avvicinare i ragazzi alla realtà economica che li circonda. L’idea imprenditoriale dei ragazzi della 5°E del Liceo Scientifico Quercia di Marcianise, supportati dal Banco di Napoli, si basa sul rilancio della canapicoltura nella provincia di Caserta recuperando una tradizione propria del territorio di riferimento ormai abbandonata da anni. L’attività prevede di utilizzare  inizialmente la canapa coltivata come elemento bonificante ed in seguito, considerata la grande produttività di questa pianta vendere il prodotto semilavorato in un’ottica di forte attenzione al territorio e all’ambiente. Il progetto, estremamente ben articolato e sviluppato, fonde in sé i principi ispiratori del concorso: la valorizzazione del territorio e l’impronta sociale. 
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