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SPARI NELLA NOTTE | Dopo anni di silenzio c' è la paura del racket

18 / 06 / 2018

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Redazione

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Si torna a sparare a Teano, dopo sei anni di silenzio delle armi da fuoco spesso adoperate a scopo intimidatorio, dappertutto, dal racket delle estorsioni. Colpi di fucile e pistola sarebbero stati uditi, infatti, nella nottata tra venerdì e sabato nel quartiere popolare di viale dei Platani. Diversi i cittadini riferiscono che verso le 3 e 30 sono stati svegliati dalle ripetute detonazioni «almeno cinque» tipiche delle armai da fuoco.

Al momento non si segnalano danni a persone o cose, ma sono stati informati i carabinieri. L'episodio di ieri ha avuto l'effetto di una pietra gettata in uno stagno melmoso dal quale stanno emergendo una serie di fatti ben più inquietanti. Si parla di almeno altri due casi finora sottaciuti, coperti da un velo di paura o soffocati dal clima ovattato e muto dei quartieri della prima periferia urbana.

Silenzi alimentati dalla speranza (per ora risultata vana) che si possa presto riuscire a mettere le mani sugli autori delle ripetute sparatorie, la più lontana delle quali risale al mese di novembre dello scorso anno. Si tratta, rilievi fotografici e denunce alle mani, del caso della saracinesca del garage di un privato cittadino e di automobili dello stesso crivellate di proiettili. Nell'autorimessa erano custodite alcune auto di famiglia. Due dei colpi esplosi, attraversando l'avvolgibile d'acciaio, hanno raggiunto e bucato il parabrezza di una costosa vettura d'epoca.
Sono stati gli stessi proprietari a sporgere denuncia. Il tutto è cristallizzato nei sopralluoghi scientifici, tecnici e fotografici subito effettuati. Dall'analisi dei fori e da qualche bossolo ritrovato sul posto, si evincerebbe che i colpi siano partiti da una pistola, tipo Beretta, calibro 7,65. Per evitare che il rumore degli spari si propagasse nel quartiere, quasi sicuramente i misteriosi assalitori hanno munito la rivoltella di un silenziatore. Breve salto temporale e da un fatto mai emerso all'altro basta passare ad appena lo scorso mese di aprile per imbattersi negli infissi di un esercizio commerciale ancora una volta crivellati di colpi. Il titolare, un artigiano, aprendo i battenti e visto l'accaduto ha dovuto allontanare i clienti in fila all'ingresso del locale per consentire ai carabinieri di eseguire i rilievi. Anche in questo caso: quattro colpi di pistola. Di più. Manco a dirlo, anche stavolta, la notizia è stata come avvolta da un velo di silenzio.

Un metodo accettabile, quando al sacrificio della quiete tattica fanno seguito i risultati. Da parte dei cittadini cresce il senso di insicurezza, anche se va detto che Teano non è il far west ma, anzi, una città sicura. Peraltro le vittime di raid negano di aver ricevuto richieste estorsive.

Agli inquirenti però, a questo punto, non rimarrebbe che avanzare altre ipotesi tenendo conto, per esempio, dei forti impegni sociali assunti dai soggetti interessati. Impegni di contrasto all'abusivismo commerciale e nella difesa dell'ambiente. Oltre ai carabinieri di Capua e Teano, è scesa in campo anche la polizia municipale che ha provveduto ad acquisire le registrazioni delle videocamere di sicurezza. Si tratta di fermare la gang, o il balordo solitario, che sta terrorizzando degli onesti cittadini.

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