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Stellato: `Il Pd casertano mortificato dalle decisioni dei vertici nazionali`

22 / 01 / 2013

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Redazione

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"A liste chiuse e con una campagna elettorale ormai entrata nel vivo, ritengo opportuno esprimere alcune considerazioni riguardo gli ultimi frenetici momenti che hanno riguardato la vita democratica e di rappresentanza del mio partito in questa difficile provincia”. E’ l’incipit dell’intervento di Pasquale Stellato, segretario provinciale dei Giovani democratici di Caserta che aggiunge: “Le primarie hanno rappresentato realmente un momento di partecipazione e passione vera del nostro popolo, con militanti e volontari che hanno sentito la responsabilità della centralità del momento ed hanno dimostrato di credere nel partito democratico. L'esclusione di Nicola Caputo, a cui va la nostra piena e totale solidarietà, ha dimostrato a mio avviso, quanto la battaglia sul tema delle garanzie e dei diritti sia sfuggita all'agenda politica del nostro partito; è stata invece utilizzata, come cavallo di battaglia dal Pdl, in chiave demagogica e personalistica. Ha ragione Caputo quando afferma di aver pagato il prezzo del pregiudizio di esser casertano; ma ció che più mi preme sottolineare, aldilà della vicenda personale ed umana di Nicola Caputo, è il dato politico che esce fuori dalla composizione delle liste: la provincia di Caserta esce assolutamente mortificata nei numeri della sua futura rappresentanza parlamentare. Oggi è il momento di fare squadra, di andare tra la gente e guardarla, come dice il nostro segretario Bersani, all'altezza degli occhi; è il momento di mobilitare lo straordinario popolo del partito democratico e spingerlo ancor più forte a far da veicolo alle idee di giustizia sociale, di Europa, di solidarietà; il momento di abbandonare le polemiche e tirar fuori il meglio della nostra comunità; è peró anche il momento di fare seriamente tesoro degli errori del passato. Un partito che non ha avuto la lungimiranza di superare la logica dei comitati elettorali dei singoli maggiorenti, monadi isolate incapaci di creare un sistema solido e credibile di rappresentatività. La composizione delle liste e la sotto-rappresentanza di questo straordinario territorio ha mostrato le responsabilità, purtroppo gravi, di chi ha guidato sin ora il processo del partito, non in grado di pervenire a logiche di sintesi e crescita, ma solo di divisione e frammentarietà. Occorre finalmente costruire l'infrastruttura del partito democratico di Terra di lavoro, partendo dalla passione e dalla capacita dei suoi militanti, dalle competenze e dall'esperienze di tanta gente per bene che si sente di appartenere, con convinzione a questa meravigliosa esperienza collettiva. E noi siamo convinti che la campagna elettorale può esser uno straordinario momento e strumento per avviare questo processo”.
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