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Svelato il piano per uccidere magistrati della Dda: l`ordine di morte del figlio di Sandokan

31 / 07 / 2012

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Giuseppe Perrotta

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Diversi esponenti del clan dei casalesi, tra i quali il killer Giuseppe Setola e Nicola Schiavone, figlio del boss Francesco, noto come Sandokan, avevano progettato attentati contro esponenti delle istituzioni, in particolare magistrati della Dda e appartenenti alle forze dell'ordine. Emerge dalle recenti dichiarazioni del collaboratore di giustizia Salvatore Venosa, contenute nell'ordine di fermo notificato questa mattina a sei persone. Venosa conferma innanzitutto che Setola, gia' condannato a diversi ergastoli, prima di venire arrestato aveva in mente di sparare a magistrati (circostanza gia' riferita da altri collaboratori di giustizia) e addirittura ai boss Antonio Iovine e Michele Zagaria, all' epoca a loro volta latitanti. "Durante gli ultimi cinque anni di liberta' - ha detto Venosa nell' interrogatorio dell' 11 giugno scorso - ho piu' volte sentito nel clan, circolare voci di attentati a magistrati della Dda di Napoli, ad appartenenti alle forze dell'ordine ed a parenti di collaboratori di giustizia. In particolare, sin dal periodo delle stragi di Setola Giuseppe, ho avuto modo di ascoltare proprio dalla viva voce del Setola strategie di aggressione non solo agli altri capi clan casalesi, quali Michele Zagaria ed Antonio Iovine allora latitanti, ma anche di magistrati e di appartenenti alla polizia giudiziaria. In una circostanza, avvenuta nell'anno 2008, credo nel periodo estivo, Setola e Cirillo Alessandro... vennero a casa mia a San Cipriano di Aversa, per lamentarsi del comportamento irriguardoso di mio fratello Giovanni... In quella circostanza, oltre a lamentarsi di mio fratello, Setola mi chiese se avevo interesse ad aggregarmi al loro gruppo, ed alle mie resistenze mi prospett• una conquista totale del clan casalese da raggiungere anche attraverso l'eliminazione fisica di Michele Zagaria e di Antonio Iovine". Alla domanda se conoscesse i nomi dei magistrati o degli esponenti delle forze dell'ordine che Setola voleva eliminare, Venosa ha risposto di ricordare solo quello del colonnello Carmelo Burgio, ex comandante provinciale dei carabinieri di Caserta, "nei confronti del quale Setola nutriva un forte rancore e risentimento".

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