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TANGENTOPOLI DEI CONDONI, Della Peruta temeva di essere intercettato, ma non rinunciava alle mazzette

08 / 12 / 2017

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Redazione

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Rosa I. è l'unica indagata a piede libero in questa indagine e con una denuncia ha ricostruito il "sistema tangentizio" che esisteva dietro le pratiche di condono concesse nel Comune di Maddaloni.

Tutto inizia nel 2013 quando la donna riceve una comunicazione dall'ufficio tecnico con la quale gli veniva chiesto di inoltrare vari documenti e di regolarizzare i pagamenti degli oneri di concessione. La donna decise di recarsi da Della Peruta per avere informazioni più dettagliate. 

"Il geometra Michele Della Peruta - sostiene la donna nella denuncia - mi disse che per ottenere il rilascio della concessione edilizia avrei dovuto pagare una cifra molto elevata e nel comprendere le mie difficoltà economiche mi disse che avrebbe necessitato di molto tempo per poter detrarre varie somme dalla cifra iniziale da lui conteggiata. In altre parole mi disse chiaramente che attraverso un regalo da consegnare a lui, quantificato in 3mila euro, avrebbe ritardato i conteggi del condono per diminuire la somma da pagare al Comune".

Stando alla sua denuncia la donna rispose al funzionario: "Poi vediamo, ora non ho soldi da dare". Nello stesso incontro Della Peruta rispose che l'abitazione rischiava di essere demolita se la donna non avesse provveduto al pagamento dei conteggi fatti. "Dopo il primo incontro Della Peruta mi ha chiesto il pagamento di una mazzetta da 3000 euro". La donna riferì questa circostanza anche a un ingegnere della zona che rispose che tante altre persone erano state costrette a pagare "la mazzetta a Della Peruta altrimenti non ottenevano il condono". Il piano cosi va avanti, gli incontri si fanno sempre più assidui fino a quando Della Peruta non completò la procedura per la sanatoria. A quel punto la donna si sarebbe sentita dire queste parole: "Ho fatto un lavoraccio, ricordati il regalo per me". Della Peruta glielo disse nei corridoi perchè, come ricorda la donna, "disse di non dialogare nel suo ufficio in quanto temeva di essere intercettati"

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