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Terra dei Fuochi, nuova indagine sui rifiuti interrati e tumori. Lente su 15 comuni

23 / 06 / 2017

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Redazione

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Questa mattina si è proceduto presso la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere alla sottoscrizione del protocollo d'intesa con la Presidenza della Giunta Regionale della Campania; la Giunta Regionale della Campania - Direzione Generale per la Tutela della Salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario Regionale; la Direzione Registro Tumori Infantili della Regione Campania; la Direzione Registro delle Malformazioni e Difetti Congeniti della Regione Campania; l’Azienda Sanitaria Locale di Caserta; la Direzione Registro Tumori della ASL di Caserta; la Direzione Servizio di Epidemiologia della ASL di Caserta; l’Agenzia Regionale Protezione Ambientale - Regione Campania; l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno; il Registro Tumori della ASL Napoli 3 Sud.

Il protocollo è finalizzato all'adozione di strategie condivise per la rilevazione di possibili rischi sanitari riferibili a criticità ambientali individuate nei comuni compresi nella giurisdizione di questa Procura della Repubblica. Il protocollo nasce dalla necessità di verifìcare se l'interramento illegale di rifiuti e di scarti industriali e lo sversamento di rifiuti urbani nei corsi d'acqua possano avere incidenza sulla salute della popolazione facente parte dei Comuni rientranti nell'area geografica c.d. "Terra dei fuochi". 

Difatti, 15 Comuni rientranti in questa area geografica ricadono nella giurisdizione della Procura di Santa Maria Capua Vetere (Calvi Risorta, Capodrise, Capua, Caserta, Castel Volturno, Maddaloni, Marcianise, Mondragone, Recale, San Felice a Cancello, San Marco Evangelista, San Nicola la Strada, San Tammaro, Santa Maria Capua Vetere, Santa Maria la Fossa).

Gli studi sinora condotti sull'area geografica della provincia di Caserta - parte sud-ovest- hanno utilizzato dati all'epoca disponibili, riferiti sia alla "mortalità" che ai "ricoveri ospedalieri", con riferimento a diverse patologie (fra cui alcune di natura neoplastica) per le quali s'ipotizza la sussistenza di una correlazione con fattori di pressione ambientale. 

Recentemente sono stati pubblicati, da parte del Registro Tumori provinciale dell'ASL di Caserta, i primi "tassi d'incidenza oncologica" (numero di nuovi casi insorti in un periodo di tempo definito); tali dati, piuttosto che quelli relativi ai soli decessi avvenuti, possono con maggiore affidabilità essere identificati come "indicatori di rischio", che sono presenti quali che siano il decorso e l'esito della patologia.

Gli studi sin qui condotti si configurano come ricerche di tipo "trasversale" e, come tali, adatti a descrivere un fenomeno ed a generare ipotesi eziologiche, ma inadeguate alla definizione di un rapporto di causalità diretta tra sorgenti di rischio e patologia oncologica. 

In particolare, con il protocollo d'intesa è stata prevista la costituzione di un gruppo di lavoro misto composto da: un referente per la Giunta Regionale della Campania - Direzione Generale per la Tutela della Salute e Coordinamento Sistema Sanitario Regionale; il direttore del Registro Tumori della ASL di Caserta; il direttore del Servizio di Epidemiologia della ASL di Caserta; il direttore del Registro Tumori Infantile regionale; « il direttore del Registro Malformazioni Congenite; « il direttore Tecnico dell'Arpac; il direttore del Registro Tumori della ASL Napoli 3 Sud; « il direttore generale dell'Istituto Zooprofìlattico Sperimentale del Mezzogiorno.

La Direzione Generale per la Tutela della Salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario Regionale rende disponibili, attraverso i propri flussi informativi correnti, la contestualizzazione del territorio nell'ambito regionale, fornendo dati di confronto su base regionale.

La direzione della ASL di Caserta, in cui sono incardinati il Registro Tumori di Popolazione provinciale ed il Servizio di Epidemiologia Aziendale, pone a disposizione i dati relativi alle patologie di natura oncologica dell'area in esame e gli opportuni confronti dei medesimi con quelli di altre aree della medesima provincia casertana, anche con produzione d'indicatori di rischio geo-referenziati, con livello di dettaglio sub-comunale. 

II Registro Tumori Infantili fornisce i dati sulle patologie neoplastiche in età pediatrica (0-19 anni) verificatesi nell'area in esame, operando possibilmente confronti con altre aree regionali. 

II Registro Regionale delle Malformazioni e Difetti Congeniti fornisce i dati sulle malformazioni congenite riscontrate nell'area in esame, effettuando eventuali confronti con altre aree regionali.

II Direttore del Registro Tumori della ASL Napoli 3 Sud, conduce studi di georeferenziazione dei dati di incidenza oncologica con dettaglio sub-comunale, fornisce un supporto metodologico alle analisi da condurre nell'area in esame. 

La Direzione dell'Agenzia Regionale per la protezione dell'ambiente della Regione Campania (ARPAC) rende disponibili, anche con riferimenti cartografici, le risultanze delle caratterizzazioni delle aree contaminate.

La Direzione dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, con particolare riguardo ai comuni insistenti nell'area in esame rende disponibile i dati raccolti, nonché quelli in corso di elaborazione, relativi alle contaminazioni ambientali di acqua, aria, suolo e di flora e fauna sensibile, così come previsto nell'ambito del progetto Campania Trasparente. Gli esiti di tale lavoro vengono trasmessi a cura del coordinatore alla Procura della Repubblica, in modo da rendere disponibile un dato completo e fruibile nell'ambito di procedimenti giudiziari in cui possa essere valutata la possibile correlazione fra l'insorgenza di eventi patologici e la commissione di reati di natura ambientale. Restano impregiudicati i preesistenti obblighi comunicativi già a carico di ciascuna Parte.

La partecipazione al suddetto gruppo di lavoro è mossa da un forte supporto motivazionale, nel convincimento che tale attività sia indispensabile ai fini del raggiungimento dell'obiettivo della rilevazione di possibili rischi sanitari riferibili a criticità ambientali nell'area in esame. E' infatti, interesse della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, al fine di pervenire ad un pieno accertamento dei fatti e alla completezza delle investigazioni relative ai delitti di natura ambientale, anche con riferimento ai danni per la salute eventualmente

ricollegabili a tali condotte criminose, di avvalersi della collaborazione da parte degli Enti e degli Organismi di cui sopra, in modo da indagare attraverso lo scambio e l'acquisizione d'informazioni epidemiologiche ed ambientali, se ricorra o meno un reale aumento del rischio d'insorgenza di patologie cronico-degenerative, con particolare riferimento a patologie neoplastiche e/o malformazioni congenite, ascrivibili a fenomeni dolosi di degrado ambientale e trame le dovute conseguenze in relazione all'identificazione dei responsabili.

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