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TERREMOTO A CASERTA Il sindaco: «Mandato a casa per ambizioni personali». E attacca Zinzi

26 / 05 / 2015

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Redazione

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«Questa è la morte economica della città». Così il sindaco di Caserta Pio Del Gaudio si è presentato in conferenza stampa il giorno dopo le dimissioni di 17 consiglieri comunali che hanno decretato la fine della sua amministrazione comunale con un anno di anticipo rispetto alla fine del mandato. Accompagnato dai consiglieri comunali e dagli assessori che gli sono stati vicini fino alla fine (Roberto Desiderio, Donato Tenga, Antonio Maiello, Massimiliano Marzo, Mimmo Guida, Antonio De Crescenzo, Pasquale Napoletano, Massimiliano Palmiero, Lucio Santangelo, Massimo Russo e Nicoletta Barbato) il sindaco ha esplicitato il suo pensiero: «Sarà un comune amministrato da 6 commissari (facendo riferimento anche ai commissari liquidatori che sono ancora in Comune a lavorare per il dissesto, ndr). Posso dire da casertano vero che deve venire fuori l'orgoglio della casertanità. Le sorti del nostro territorio devono essere gestite da noi non da persone di fuori Caserta. Io sono con la coscienza a posto, non mi sono arroccato nel palazzo, sono andato a migliaia di manifestazioni, sono stato per strada e la città mi sta ringraziando. Sono orgoglioso di essere stato sindaco di Facebook. Non mi ha mandato a casa la città, ma vado a casa per colpa delle regionali e per le ambizioni personali di qualcuno». Sulla presa di posizione ufficiale dei consiglieri comunali contro Domenico Zinzi ed il figlio Gianpiero, il sindaco ha sottolineato di non aver «firmato il documento, ma di condividerlo pienamente».

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