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TRUFFA DEI GRATTINI | 125mila ‘multine’ incassate senza versare i soldi al Comune

20 / 07 / 2018

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Redazione

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“Su 125.163 avvisi rinvenuti nella sede della Casi, solo 252, pari allo 0,2%, sono stati regolarizzati in modo corretto”. E’ quanto mette nero su bianco il gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere Sergio Enea che, nei giorni scorsi, ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari per Franco D’Alonzo Angelo Calabrò per la truffa al Comune di Maddaloni.

E’ interessante ciò che hanno scoperto i carabinieri nel corso delle perquisizioni nella società che gestiva, tra l’altro, l’appalto delle strisce blu. Di fatto quanto l’automobilista riceveva la ‘penalina’ con l’avviso giallo, si doveva provvedere all’annullamento del grattino dandone contestuale comunicazione al Comune di Maddaloni, che avrebbe dovuto ricevere l’aggio.

“Invece - scrive il gip - la quasi totalità degli avvisi non reca il grattino annullato, ma solo un numero seriale la cui corrispondenza ad un titolo di sosta annullato non risulta dalla documentazione acquisita” nel corso delle perquisizioni. Si tratta di 107816 avvisi, pari all’86% del totale, nei quali vi è solo “l’indicazione di un seriale ma non vi è ili mattino corrispondente a quel numero seriale annullato”. Per le altre penaline rinvenute appare, scrive il gip, “ancora più palese la condotta fraudolenta”.

 Infatti per 7097 avvisi è stato riportato lo stesso numero di grattino, consentendo così alla Csi di risparmiare il pagamento dell’aggio sui grattini da annullare. In questo modo otteneva il pagamento della sanzione da parte dell’automobilista senza pagarne l’aggio al Comune. Per altri 9998 pentalinee, invece, non è stata rinvenuta neanche l’indicazione del numero del trattino annullato, con la Cui che ha “interamente incassato per sé la sanzione senza pagare nulla al Comune”.

 

DALONZO Franco Angelo Calabro truffa grattini
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