Continua a seguire NOI CASERTA anche sui Social Network

TRUFFA ALL'INPS | 40 indagati per false invalidità: coinvolti avvocati, funzionari, medici e patronati. TUTTI I NOMI

03 / 04 / 2020

|

Redazione

Stampa l'articolo


Invia l'articolo


La Procura della Repubblica di santa Maria Capua Vetere, al termine di una complessa e prolungata attività investigativa delegata ai finanzieri della Compagnia di Caserta, ha emesso l'avviso di conclusione delle indagini a 40 soggetti indagati, a vario titolo, di aver truffato l'INPS per ottenere illecitamente prestazioni economiche nel settore delle invalidità civili.

I meticolosi accertamenti investigativi, svolti anche con intercettazioni telefoniche ed ambientali, hanno permesso di individuare un'associazione a delinquere capeggiata da un avvocato del foro di Santa Maria Capua Vetere che gestiva illecitamente numerose pratiche previdenziali e assistenziali al fine di far ottenere ai propri clienti il riconoscimento, anche in via giudiziale, di assegni e pensioni di invalidità e indennità di accompagnamento non dovute, grazie all'utilizzo di false certificazioni mediche e false perizie medico-legali.

Nove indagati sono ora accusati di aver fatto parte di un vero e proprio gruppo criminale, seppure con ruoli e responsabilità ben definite:

  • l'avvocato casertano, promotore e organizzatore del sistema truffaldino che gestiva, direttamente o indirettamente, le pratiche per il riconoscimento dell'invalidità civile, pretendendo, in caso di esito favorevole, il 40-50% delle sonane liquidate giudiziariamente;
  • una titolare di un patronato in Casapulla, che reclutava soggetti interessati ad ottenere illecitamente le provvidenze pubbliche;
  • un dipendente del Comune di Caserta, che reclutava anch'esso possibili "clienti" per l'associazione e forniva ai propri sodali informazioni anagrafiche di cui veniva in possesso per il ruolo ricoperto nell'ente locale;
  • un funzionario dell'Inps, all'epoca con delega a rappresentare l'Istituto di Previdenza Sociale nel contenzioso giudiziario, di fatto collaboratore dello studio professionale dell'avvocato promotore del sistema illecito, al quale forniva anche informazioni riservate in cambio di una remunerazione fissa mensile;
  • un collaboratore dello studio legale, che teneva i rapporti con i medici compiacenti;
  • quattro medici, di cui un cardiologo e un neurologo in servizio all'ospedale di Caserta e un geriatra e un neurologo in servizio presso l'ASL di Caserta e operanti presso i poliambulatori di Piedimonte Matese e di Caiazzo, che rilasciavano con abitualità certificazioni false, talora ricevendo in cambio somme di denaro, quantificabili in 150 — 250 euro a certificato.

Il modus operandi era ben collaudato: trovati i soggetti interessati, il funzionario dell'Inps preparava i ricorsi contro il suo stesso Ente di appartenenza che venivano poi prodotti in giudizio dall'Avvocato.

A seguire, venivano attivati i medici che producevano le false certificazioni necessarie ad attestare la sussistenza di patologie inesistenti o più gravi di quelle realmente sofferte, di tipo cardiologico, geriatrico e neurologico, al fine di far risultare falsamente un grado di invalidità idoneo a far raggiungere le percentuali richieste dalla normativa di settore per l'accesso alle prestazioni previdenziali e/o assistenziali non dovute. Detta documentazione sanitaria veniva poi utilizzata nel contenzioso contro l'I.N.P.S., inducendo così in errore i Giudici del Lavoro che, a seguito delle indicazioni fornite dai CTU, condannavano l'I.N.P.S. ad erogare somme di denaro ai ricorrenti, a titolo di arretrati e di indennità di accompagnamento.

Gli esiti dell'indagine, corroborati anche da successive visite di revisione compiute dall'Inps, parte lesa dal sistema truffaldino, hanno permesso di accertare la corresponsione di provvidenze non spettanti per almeno 27 casi risalenti al 2016.

Le numerose attività di osservazione, controllo e pedinamento dei soggetti beneficiari hanno poi confermato la fittizietà delle patologie lamentate, del tutto incompatibili con la mobilità accertata, atteso che i soggetti definiti invalidi gravi non autosufficienti in realtà venivano sorpresi a fare la spesa in autonomia e perfino a guidare l'auto con sicurezza, anche in strade trafficate.

Nel corso dell'indagine, non sono mancati neanche ulteriori episodi delittuosi, ora contestati formalmente ai responsabili, come il caso del dipendente del Comune di Caserta che otteneva dal medico compiacente un certificato falso per non andare a lavoro o come il caso di un agente della Polizia di Stato in forza alla Sezione di Polizia Giudiziaria di questa Procura che, in cambio del buon esito della pratica di invalidità della moglie, si informava sull'esistenza di indagini in corso nei confronti della consorteria criminale e avvisava poi il dipendente del Comune di Caserta coinvolto, che si interessava anche presso la P.M. di Caserta per fargli ottenere due permessi di accesso alla ZTL del centro cittadino.

Al termine delle indagini penali, poi, i finanzieri procedevano anche alla verifica della posizione fiscale dell'avvocato a capo dell'organizzazione investigata accertando anche l'utilizzo di fatture false nelle dichiarazioni fiscali presentate per gli anni dal 2011 al 2014, nonché il possesso ingiustificato di un timbro riportante il simbolo della Repubblica e l'intestazione del Tribunale di santa Maria Capua Vetere.

Alla luce di tutte le fonti di prova così acquisite ora gli indagati dovranno difendersi dalle accuse di associazione a delinquere, corruzione, truffa aggravata per il conseguimento di contributi pubblici, falsità ideologica e materiale.

Le odierne contestazioni dimostrano l'impegno profuso da questo Ufficio Giudiziaria nel contrasto delle insidiose forme di illecito drenaggio di risorse pubbliche attraverso pratiche corruttive e la proficua  sinergia d'azione a questo fine con il Comando Provinciale della Guardia di Finanza, quale polizia giudiziaria specializzata a tutela del bilancio pubblico.

La procura di Santa Maria Capua Vetere ha chiuso le indagini ipotizzando l’esistenza di una vera associazione a delinquere, finalizzata a far riconoscere falsi invalidità, truffando l’inps, andiamo un pò nel merito delle formulazioni fatte dai pm della procura che hanno lavorato insieme ai militari delal compagnia di Caserta della Guardia di Finanza.

A capo dell’organizzazione ci sarebbe stato l’avvocato del foro di Santa Maria con studio a Caserta Andrea Isernia.

Gli 8 indagati per il reato più grave sono:

  1. Andrea Isernia, l’avvocato del foro di Santa Maria con studio a Caserta
  2. Antonietta Sorbo, titolare del patronato Sorap di Casapulla, incaricata di reclutare persone interessante a ricevere pensioni di invalidità;
  3. Arcangelo Mezzacapo funzionario dell’Inps di Caserta con l’incarico di rappresentare l’inps nei contenziosi ma contemporaneamente collaboratore nello studio di Andrea Isernia;
  4. Giuseppe Gesumaria, che si occupava nello studio di Andrea Isernia di procurare le false certificazioni mediche finalizzate a far passare le pratiche di invalidità;
  5. Massimo Nuzzo, medico neurologo in servizio presso l’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta che attesta, secondo i pm, patologie inesistenti;
  6. Alfonso Pisaturo, medico geriatra, in servizio nei distretti 14 e 15 dell’asl di Caserta.
  7. Antonio Vinciguerra, in servizio presso il reparto di medicina interna, sempre dell’ospedale di Caserta;
  8. Maurizio Marra, già in passato coinvolto in inchieste simili, anche lui medico neurologo in servizio nell’ospedale civile di Caserta.
  9. Serafina Mincione, reati contestati sono corruzione in concorso e naturalmente falso ideologico del pubblico ufficiale in concorso.

Gli avvisi di garanzia per altri coinvolti di questa indagine:

  1. Nicola Vaiano,
  2. Fausta Maria Concetta Vitadamo,
  3. Francesco Piccirillo,
  4. Clemente Piscitelli,
  5. Venere Smeragliolo,
  6. Mario Negro,
  7. Francesca Gravina,
  8. Mario Terrigno,
  9. Celestina Di Felice,
  10. Lucia Milena Verrilli,
  11. Vincenzo Pasquariello,
  12. Maria Merola,
  13. Concetta De Luca,
  14. Anna Antonio Belformato,
  15. Annina Raucci,
  16. Rosa Stellato,
  17. Enrichetta Dell’Oste,
  18. Angelina Moro,
  19. Vincenza Petrazzuolo,
  20. Annina Altieri, P
  21. ietro Edattico,
  22. Cinzia Marchitto,
  23. Valeria Rita Scialdone,
  24. Michele De Simone,
  25. Maria Tavano,
  26. Anna Desiato,
  27. Angela Macchiarella,
  28. Giuseppe Del Monaco,
  29. Felice Mezzullo,
  30. Elpidio Santonastaso.

 

TRUFFA INPS CASERTA
© Riproduzione Riservata

POTREBBE INTERESSARTI

clicca qui per ridurre


ARTICOLI CORRELATI

Seguici


Per offrirti il miglior servizio possibile il giornale utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l’uso dei cookies.