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TRUFFA DEI SERVIZI SOCIALI. Smantellato il 'Sistema Di Muro'. 7 arresti e 30 indagati. TUTTI I NOMI

24 / 11 / 2017

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Redazione

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I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere hanno dato esecuzione questa mattina ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dall’ufficio Gip del Tribunale sammaritano su richiesta della locale Procura nei confronti di 7 indagati. Questi sono ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti, peculato, falso in atto pubblico, in materia elettorale, in materia di illecito trattamento dei dati personali e truffa in danno di Ente pubblico.

Le persone raggiunte dall’ordinanza di custodia cautelare sono: l’ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere Biagio Di Muro, finito in carcere; agli arresti domiciliari invece Nicola Santoro, Salvatore Coppola, Biagio Napolano, Giuseppe Cavaliere. Irreperibile Roberto Pirro destinatario di un' ordinanza di custodia in carcere.

GLI INDAGATI: Carmela Fusco, Anna Pepe, Diego Melissari, Nicola d'Auria, Gina De Simone, Enzo Giangregorio, Domenico D'Agostino, Vincenzo Merola, Rosa Cenname, Hamed Abdellmoeti Abdelfattah Hemdan, Antonio Crocco, Ornella Pirro, Lucia Merola, Antonio Pirro, Luigi Merola, Antonio Mandolfi, Annunziata Pengue, Maria Rosaria Piccolo, Anna Romano, Maria Olimpia Martiello, Maria Grazia Papa, Paola Mandara, Antonietta Aletto, Angela Giovanna Papa, Annunziata Micillo, Raffaele Cappabianca, Rosa Valentino.

Oltre a questi 30 vanno annoverati, naturalmente tra gli indagati anche i destinatari di misure cautelari e cioè Biagio Di Muro, recluso in carcere, Roberto Pirro, anche lui in carcere quando e se tornerà dall'Ungheria dove si trova in questo momento. Poi ai domiciliari Biagio Napolano, Nicola Santoro, Salvatore Coppola e Giuseppe Cavaliere.

L' INDAGINE nasce all’esito di un’attività investigativa al fine di approfondire la gestione del progetto sociale “Home Care Premium”, promosso dall’Inps e destinato agli ex dipendenti Inpdap. Il progetto prevedeva lo sviluppo di attività socio-assistenziali a favore degli utenti in più contesti territoriali, gestiti dagli ambiti territoriali.

Ha riguardato in particolare l’Ambito territoriale C8 comprendente i comuni di Curti, Casapulla, San Prisco, San Tammaro, Capua, Sparanise, Pignataro Maggiore, Bellona, Calvi Risorta, Rocchetta e Croce, Vitulazio, Camigliano, Pastorano, Giano Vetusto e Santa Maria Capua Vetere, l’Ente capofila dell’Ambito.

Ha fatto emergere l’esistenza di una associazione a delinquere sammaritana composta da politici, dirigenti e addetti agli uffici comunali e di Ambito, oltre a rappresentanti delle cooperative affidatarie. Questa associazione era dedita, anche attraverso il condizionamento nelle fasi di selezione del personale preposto alla gestione dei servizi appaltati e degli utenti beneficiari degli stessi, a pilotare e gestire in maniera illecita tutte le iniziative promosse dall’Ambito territoriale con la finalità di ricavarne vantaggio economico e creare consenso elettorale.

Per realizzare gli obiettivi prefissati dal sodalizio si è partiti garantendo in primis l’avvicinamento della macchina amministrativa sammaritana, con funzionari e impiegati compiacenti e da “gestire”. Su iniziativa dell’ex sindaco Biagio Di Muro è stato quindi avviato preliminarmente un procedimento di distacco di un funzionario regionale che ha potuto maturare così i requisiti per rispondere da solo al bando per l’assegnazione del posto di istruttore direttivo presso il Comune sammaritano. L’Ente pubblicava poi un bando “su misura” e il funzionario ha potuto così risultare vincitore insidiandosi stabilmente presso il Comune.

Così l’assetto dato all’Ufficio di Piano dell’Ambito C8, guidato dall’ex responsabile dei servizi sociali del Comune sammaritano, ha consentito all'ex sindaco Di Muro di controllare tutte le attività di competenza dell'Ambito e di assoggettarle a note logiche di acquisizione del consenso elettorale, con sistemi tipicamente corruttivi. Vi è stata una chiara ed evidente commistione tra politica e gestione amministrativa, che ha avuto il compito di controllare un settore della gestione amministrativa che muove circa 3 milioni di euro l’anno

L'associazione delinquenziale così articolata ha indirizzato l'aggiudicazione delle gare d'appalto relative ai progetti, di seguito elencati, a favore di cooperative e associazioni - in alcuni casi riunite sotto A.T.I. (Associazioni Temporanee di Impresa) —compiacenti, alcune direttamente riconducibili ai promotori dell'associazione a delinquere che ricoprivano ruoli di primo piano nell'iter amministrativo di affidamento dei servizi:

Progetto "Home Care Premium 2012", finanziato dall'INPS, dell'importo di 420mila euro, avente ad oggetto prestazioni a favore di ex dipendenti INPDAP; aggiudicato all'A.T.I. "la Meridiana- Invento" nonché "Invento - Hares - Terzo Millenio";

Progetto "// Volo Libero" finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell'importo di 86mila euro, volto a favorire l'integrazione culturale, artistica e sportiva di persone disabili, aggiudicato alla Cooperativa "Invento";

progetto "Babysitting e Ludobus", finanziato dalla Regione Campania, dell'importo di euro 95mila e 752 euro, finalizzati, rispettivamente, alla "conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle mamme lavoratrici di bambini di età fino a 36 mesi" e alla "creazione di momenti ludicoricreativi itineranti a favore di minori in genere", aggiudicato al Consorzio " La Rada";

Progetto "Non prendiamoci in giro- Lotta alla droga", finanziato dalla Regione Campania, dell'importo di 2mila e 800 euro, finalizzato alla creazione di momenti di riflessione per la lotta all'uso di sostanze stupefacenti, aggiudicato all'Associazione "Agaphantus";

Progetto "Centro per le famiglie'", finanziato dalla Regione Campania, dell'importo di 70mila e 600 euro, avente ad oggetto la creazione di spazi dedicati al sostegno, alla tutela e al potenziamento delle capacità genitoriali in famiglie multiproblematiche, aggiudicato all'A.T.I "Invento- Agaphantus";

Progetto "Voucher a finalità multipla", finanziato dalla Regione Campania, dell'importo di 132mila euro, finalizzato ad offrire sussidi economici per l'acquisto di servizi di cura rivolti a minori di età compresa tra O e 12 anni, nonché per la retribuzione di assistenti familiari per la cura di anziani non autosufficienti, aggiudicato alla Cooperativa "Hares";

Progetto ADS Disabili, finanziato dalla Regione Campania, dell'importo di 125mila euro, con la finalità di consentire a persone con disabilità, di conservare autonomia di vita, nella propria abitazione, nel proprio ambiente familiare e sociale, aggiudicato alla Cooperativa "Consorzio Italia".

L'impianto indiziario-probatorio, integrante i presupposti cautelari, è stato edificato mediante elaborate attività tecniche di natura intercettiva, corroborate da riscontri documentali nonché dalle dichiarazioni di persone informate sui fatti e di indagati che hanno deciso di collaborare.

LE IRREGOLARITA’ NEI PROGETTI - Da tali attività è emerso un notevole esborso di fondi pubblici, in taluni casi per servizi mai svolti, come per il progetto "Ludobus", o per servizi svolti ma erogati in maniera illegittima, a favore di soggetti non riunenti i requisiti formali del bando, come nel caso del progetto "Babysitting". Per tali servizi lo Stato ha speso denaro pubblico per oltre 100mila euro. È stato erogato il servizio di babysitteraggio in favore di famiglia che non avevano i requisiti richiesti per accedervi. Anche altri progetti (come per il progetto "II Volo Libero") hanno visto sperpero di denaro pubblico, mediante la rendicontazione di false fatture o fatture "gonfiate", ottenendo rimborsi illeciti addirittura dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, oltre che dalla Regione Campania. In taluni casi (come per i progetti "Lotta alla Droga" e  "Voucher a finalità Multipla"), mediante falsa documentazione pubblica, hanno fatto fittiziamente risultare affidati servizi a enti esterni, riconducibili alla gestione dei funzionari dell'Ambito C8, e erogate i medesime servizi, attività che è risultata mai svolta, per poi incamerare indebitamente il corrispettivo/valore del servizio/appalto.

IL CONTROLLO POLITICO - Il reclutamento degli operatori delle cooperative avvantaggiate nell'assegnazione degli appalti, è sempre avvenuto sotto lo stretto controllo (politico) dell'ex sindaco e della struttura da lui organizzata e capeggiata, che privilegiava persone a lui politicamente legate, preferendo i residenti del Comune Capofila, Santa Maria Capua Vetere. La selezione degli operatori da impiegare da parte degli Enti aggiudicatali dei servizi è stata del tutto controllata e manipolata. Le modalità di gestione dell'intero Ambito territoriale hanno permesso, da un lato, indebiti arricchimenti patrimoniali e, dall'altro, un controllo politico elettorale, trattandosi di servizi e progetti destinati a fasce di popolazione facilmente condizionabili sotto il profilo economico.

 

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