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ODISSEA SULLA NEVE | Turisti casertani 'sequestrati' in hotel e nelle case: strade ed auto sparite sotto la neve. IL VIDEO

06 / 01 / 2019

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Redazione

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Lo scenario fa rabbrividire. Quasi dieci gradi sotto zero che il termometro esterno alla farmacia del centro di Roccaraso con led rossi visibili a malapena durante l’ennesima tormenta di neve. Le strade di Roccaraso sono come quelle del film «The day after», popolate solo da auto abbandonate in mezzo alle carreggiate, camper finiti di traverso che ostruiscono il passaggio, catene per pneumatici lasciate nella neve da chi ha provato a montarle, senza successo.

Il paese è assediato da neve e gelo. In giro si vedono poche persone spinte fuori casa dalla necessità di procurasi il cibo. Si aggirano preoccupate per cosa potrà accadere nelle prossime ore. Chiedono informazioni sulle previsioni meteorologiche, hanno un solo pensiero: tornare a Caserta perchè da queste città che arrivano molti turisti della montagna. Una montagna generalmente amica, luogo di divertimento per grandi e bambini, ma che in questi giorni è diventata un incubo. Due metri di neve accumulati in poche ore non possono essere chiamati diversamente. Dalla frazione Pietransieri di Roccaraso, dalle altre contrade, dalle vicine Rivisondoli e Pescocostanzo, non giungono notizie diverse. Turisti sepolti in casa e disagi di tutti i tipi.

Eppure le nevicate di questi giorni era prevista ed attesa. Ogni smartphone l’ha segnalata per tempo attraverso l’app delle previsioni meteorologiche. E allora, perché ci si è ridotti in queste condizioni? Le spiegazioni sono tante, così come tanta è l’improvvisazione di queste ore unita all’insopportabile sfruttamento del bisogno altrui, una specie di camorra d’alta quota che fa maledire il giorno in cui è stata programmata la vacanza da queste parti.

Ma andiamo per ordine. Roccaraso e tutto il comprensorio della Val di Sangro sono località del turismo invernale. Non è possibile che restino paralizzate a causa di una nevicata, per quanto abbondante. Eppure la paralisi si è verificata puntualmente. L’amministrazione comunale ha risposto tardi e male ad un evento previsto. Sei sono gli spazzaneve comunali che si sono rivelati insufficienti per liberare le strade. Certo, le auto abbandonate non hanno permesso di lavorare al meglio, spesso hanno ostruito il passaggio dei mezzi cingolati, ma questa è solo una parte della verità, un concorso di colpa degli automobilisti che non assolve il Comune dalla mancata programmazione degli interventi.

Tra le accuse principali rivolte all’amministrazione c’è quella di privilegiare lo spazzamento delle strade che portano agli impianti di risalita e alle piste. È da lì che arrivano le entrate principali per il comprensorio, per le scuole di sci ed i ristoranti. Ma non ha senso liberare strade «turistiche» se poi i vacanzieri della montagna vengono abbandonati in paese. Anzi, nelle pieghe del disservizio comunale si inserisce il mercato nero di chi con la montagna ci fa affari anche così: spalatori a chiamata, rivenditori e montatori di catene, bobcat privati che liberano persone e auto solo verso pagamento senza fattura, ovviamente. E anche stavolta la «montagna illegale» si è affacciata puntuale. Ha il volto di extracomunitari, per lo più, che si aggirano tra le strade innevate pronti a raccogliere le richieste di aiuto. Fanno loro il prezzo. Dieci euro per liberare un’auto, venti per montare catene, fino a cinquanta per chiamare uno spazzaneve privato. E se non si pagano quelle cifre non c’è nessuna solidarietà. Si resta bloccati. E beffati dal passaggio di mezzi che ti sfiorano senza soccorrerti.

Rintanati nelle case o negli hotel sperano di poter rientrare oggi in città lasciandosi alle spalle un periodo da dimenticare, fatto di litigate per una pala in prestito (negata quai sempre) per essere stati costretti a pagare per ricevere un soccorso che dovrebbe essere garantito. Come quei paesi costieri che d’estate raddoppiano la loro popolazione, Roccaraso in questi giorni è densamente frequentata. Accade ogni anno da almeno trent’anni. Ma alla funzionalità degli impianti di risalita, alla buona professionalità delle scuole di sci, alla qualità dei ristoranti, non corrisponde l’efficienza della pubblica amministrazione. In un paese di montagna d’inverno nevica. È accaduto anche quest’anno. E anche quest’anno l’incubo dei turisti di montagna si è ripetuto quasi uguale. Speriamo finisca oggi.

neve roccaraso
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