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UE, propone normativa per la protezione di 12 milioni di giocatori. Caserta leader in Campania nella spesa reale

26 / 09 / 2019

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Redazione

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Con l’avvio del nuovo mandato UE, è giocoforza aumentata l’attenzione, a livello politico, sull’economia digitale europea, tanto per i consumatori, tanto per le imprese. Presso il Comitato per il mercato interno e la protezione dei consumatori (IMCO), il due settembre, è stato presentato nei giorni scorsi uno studio del Parlamento Europeo sui modi in cui l’economia digitale in UE potrebbe essere venire rinforzata e potenziata per consumatori e imprese.

Tra le cose emerse, la maggior regolamentazione per il settore del gioco d’azzardo online ha avuto una rilevanza particolare, per colmare lacune strutturali nella protezione dei consumatori nel settore. Applicata questa misura, verrebbe generato un risparmio potenziale da sei miliardi di euro. Le lacune, chiaramente, sono reali, essendo legate alle ventotto diverse situazioni normative presenti negli Stati Membri dell’UE circa l’azzardo online, mentre potrebbe esistere una normativa transnazionale applicabile come il GDPR e la direttiva antiriciclaggio, in un settore economico quasi del tutto dominato da politiche nazionali, tutte in contrasto con la vera natura di Internet, libera. Il regime frammentario attualmente vigente non fa il bene di nessuno, men che meno dei consumatori, dodici milioni di soggetti totali solo per l’online in tutta l’Unione Europea.

Nel 2014 la stessa Commissione Europea aveva emesso una Raccomandazione, il solito impegno, per gli Stati Membri, per suggerire orientamenti per consolidare la protezione dei consumatori, soggetti praticamente a rischio. Un solo stato membro, da sondaggi degli ultimi tempi, ha seguito la raccomandazione, mentre 14 Stati oggi dispongono di un registro di autoesclusione, che consente ai consumatori di impedirsi di accedere ai siti Web di gioco d’azzardo ed è un’importante rete di sicurezza per coloro che scommettono troppo. Uno strumento importante dovrebbe essere la cooperazione tra autorità di regolamentazione, per incoraggiare la condivisione delle informazioni, gli scambi regolari di migliori pratiche, il dialogo e lo sviluppo di approcci e regole comuni. Ma ad oggi nessun quadro normativo regola il settore dell’azzardo online in UE. Precedentemente la Commissione Europea aveva facilitato un gruppo di esperti nazionali di regolatori del gioco d’azzardo, ma nell'anno precedente, il gruppo è stato sciolto, nonostante i tantissimi feedback positivi dei regolatori, che ritenevano questo gruppo uno spazio prezioso per lo scambio di informazioni.

L’European Gaming and Betting Association, EGBA, ha invitato l’UE alla creazione di un ambiente che sia sicuro e protettivo per tutti: la Raccomandazione potrebbe essere adottata da tutti gli stati membri. La stessa EGBA ha poi sollecitato alla promozione di un migliore allineamento delle politiche nazionali sul gioco d’azzardo: norme di protezione per i consumatori condivise porterebbero ad una miglior regolamentazione: un vantaggio per tutti.

Il gioco, chiaramente, è un’industria parecchio esosa ed è parte inscindibile del settore economico di ogni paese europeo. L’Italia ne è un chiaro esempio. Parlando a livello regionale, si nota subito che sono tre le regioni dominanti incontrastate su tutte le altre: Lombardia, Lazio e Campania. In Campania c’è una fotografia chiarissima dell’andamento del gioco e del suo gettito. La Regione, secondo i dati statistici resi noti da GamingReport, è infatti quella che ha speso 1,8 miliardi di euro nel 2018 in spesa di gioco, con un lieve calo dello 0,4% rispetto al 2017. Napoli è la provincia con la spesa maggiore ma non nella considerazione pro capite della spesa: dominano in quel caso Salerno e Caserta. In quest’ultimo caso le cifre sono notevoli: 350 euro per un totale di 323 milioni, con una spesa pro capite, sottraendo, cioè le somme vinte, di 1455 euro. A Caserta sono stati giocati oltre 1.343.396 mila euro totali, con una vincita di 1.029.265.009 mila euro.

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