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Stage da mille euro al mese per lavorare nella Reggia di Caserta. Ecco il piano di Franceschini

15 / 06 / 2014

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Redazione

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E' di un milione di euro il fondo che il Ministro Dario Franceschini ha attivato per promuovere la formazione di giovani sotto i trent'anni nel settore dei beni e delle attività culturali. Il decreto ministeriale autorizza 150 tirocini che dovranno essere svolti nei siti culturali di interesse strategico per il paese da Pompei alle zone terremotate dell'Abruzzo e dell'Emilia Romagna. "Il grande progetto Pompei, la Reggia di Caserta, il recupero e il restauro del patrimonio storico-artistico nel centro storico de L'Aquila e nelle aree colpite dal sisma dell'Emilia Romagna, così come gli archivi e le biblioteche nazionali hanno bisogno di interventi urgenti e straordinari", ha spiegato Franceschini sottolineando come "è proprio su queste priorità che saranno indirizzati questi 150 tirocini che serviranno a realizzare progetti di tutela, fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale". "Si tratta di tirocini formativi della durata di 6 mesi -ha aggiunto il ministro- che coinvolgeranno giovani di età non superiore ai 29 anni che saranno selezionati per titoli e colloquio. L'obiettivo è quello di individuare i percorsi di studio più brillanti, laurea a pieni voti e corsi di perfezionamento, attribuendo un titolo preferenziale al dottorato di ricerca. Per questa ragione -ha concluso Franceschini- l'indennità prevista per i tirocinanti, pari a 1.000 euro lordi mensili, è stata parametrata all'importo delle borse di dottorato nelle università italiane".  I 150 tirocini annunciati dal titolare del Mibact sono così suddivisi: 50 per il Grande progetto Pompei; 20 per la valorizzazione delle residenze borboniche a partire dalla Reggia di Caserta; 15 per le aree colpite dal sisma dell'Abruzzo ed il centro storico de L'Aquila; 15 per le aree complite dal sisma dell'Emilia Romagna; 50 per gli archivi di stato e le biblioteche nazionali di Roma e Firenze dove è urgente avviare progetti formativi anche a seguito della recente direttiva che declassifica gli atti delle stragi di stato. L'offerta si indirizza a laureati Archeologia, Architettura, Archivistica e biblioteconomia, Beni culturali, Economia e gestione dei beni culturali, Geologia, Ingegneria ambientale, Ingegneria civile, Ingegneria informatica, Scienza e tecnologia per i beni culturali, Scienze forestali e ambientali; Scienza della comunicazione, Storia dell'arte e Tecnologia per la conservazione e il restauro dei beni culturali. Vi si può accedere anche da altre discipline se in possesso di diploma delle scuole di alta formazione e di studio che operano presso l'Istituto superiore per la conservazione e il restauro, l'Opificio delle pietre dure, l'Istituto centrale per la patologia del libro, la Scuola di specializzazione beni archivistici e librari, la Scuola di archivistica.
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